Il mondo del lavoro post pandemia non sarà come prima

Il mondo del lavoro dopo la pandemia non sarà più come prima.

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Il mondo del lavoro

Marzo 2020. Una data che resterà indelebile nella nostra memoria. Perchè da allora il mondo intero è cambiato. E di conseguenza anche il mondo del lavoro ha subito una diversificazione strutturale. Difatti molte piccole realtà imprenditoriali sono scomparse. Mentre le medie imprese e i grandi brand hanno dovuto fare i conti con la scarsità di liquidità. E la difficoltà di mantenere una forza lavoro in grado di alimentare l’impianto industriale. Dunque la pandemia ha cambiando completamente le regole del gioco. Nel mondo del lavoro e dei consumi. Così da indurre molte aziende a rivoluzionare il proprio campo d’azione e la modalità di lavoro. Con la riconversione. “Noi possiamo fare del mondo un infernoanzi come sapete siamo sulla strada. Ma possiamo anche farne l’opposto”. Scriveva così Herbert Marcuse.

Come sarà il mondo del lavoro post pandemia?

La pandemia ha costretto molte aziende a un grande cambiamento. Con investimenti in tecnologie, che purtroppo hanno impattato anche sull’occupazione. Da un lato molte imprese per superare la crisi, hanno pensato di reinventarsi con soluzioni alternative. E’ il caso delle imprese di pulizia andate subito in crisi perché gli uffici erano chiusi. E dopo poco tempo, molte hanno riconvertito le proprie attività in imprese di sanificazione. Come pure il settore degli allestimenti di eventi e fiera. Che sono ripartiti producendo segnaletica per aziende, e schermi in plexiglass e cartellonistica. Moltre altre invece, hanno dovuto sospendere completamente la propria attività. Portando con sé un drammatico aumento dei livelli di disoccupazione. Da un rapporto della Fondazione studi Consulenti del lavoro emerge che quasi due milioni di occupati ancora non lavorano. E 2,6 milioni di dipendenti vedono a forte rischio il proprio futuro lavorativo nel momento in cui arriverà lo sblocco dei licenziamenti.


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Oltre il Covid

Non si può tornare alla vecchia normalità. Perchè è chiaro che stiamo vivendo un’epoca caratterizzata da una rivoluzione copernicana. La pandemia ci ha lanciato una grande sfida. Quella di imparare ad adattarci. Rapidamente. Giorno dopo giorno. Adottando un nuovo concetto di sviluppo. Che sia il giusto equilibrio tra benessere sociale e sostenibilità ambientale. E’ questa la sfida che l’uomo ha davanti a sé. Si dovrà compiere quindi, un salto culturale. Pertanto sarà necessario lavorare sul potenziamento delle competenze dei lavoratori. E sulla riconversione di alcune figure professionali a favore di nuove. Che stanno emergendo dal cambio dei paradigmi lavorativi.

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