Il Minimalismo di Charlotte Posenenske e l’arte in serie

L'artista passa dalla pittura alla scultura per poi giungere alla sociologia

0
235
Charlotte Posenenske
I lavori dell'artista di origine ebrea

Un talento che ha compreso i problemi del mondo moderno attraverso pittura e scultura. Il Costruttivismo e il Minimalismo di Charlotte Posenenske mettono infatti in dubbio il ruolo dell’arte nella società.


Alberto Zambelli: tra purezza e minimalismo


Com’è il Minimalismo di Charlotte Posenenske?

Negli anni Cinquanta il suo stile è più vicino all’Informale e all’Espressionismo astratto. Poi, attraverso un procedimento di riduzione, comincia a rappresentare soltanto linee orizzontali per i paesaggi. Con l’inchiostro nero dipinge cerchi e forme semplici in una ricerca dell’essenza del soggetto e del linguaggio utilizzato. Passa quindi alla scultura in cui riproduce opere che ricordano elementi della produzione industriale. Usa lamiera e cartone per realizzare lavori che si inseriscono nello spazio, adeguandosi al contesto.

Charlotte Posenenske

Di origine ebrea, l’artista nasce nel 1930 e vive le persecuzioni dei nazisti, pur avendo degli amici che la proteggono dal regime. Il padre, però, si suicida per evitare le punizioni delle Ss. Studia arte con Willi Baumeister che la introduce al Modernismo e alla ricerca che interessa lo spazio e la superficie. Sperimentando, capisce che le creazioni seriali sono adatte alla finalità della sua opera. Posenenske, infatti, intende influenzare lo spettatore, indurlo a riflettere su se stesso e il mondo. Le sculture sono il frutto della cultura di massa e della standardizzazione che cambia la concezione del talento dell’autore. Tubi e condotti di areazione sono alcuni dei soggetti che reinterpreta. Dal 1968 si occupa di sociologia- Muore nel 1985.

“Square Tubes”

Posenenske presenta la serie di sculture soprattutto in gallerie e spazi pubblici. Spoglia l’arte del suo scopo di creare bellezza e influire sulla società per farne pezzi standard. Scevra di ogni funzione formativa, la creazione diventa pertanto e alienazione. La aiutano a giungere alla consapevolezza Konstantin Adamopoulos e Burkhard Brun. I tubi si posizionano così in modo diverso nello spazio, si piegano e uniscono. Il risultato sono quindi costruzioni concettuali che danno senso alla realtà.