Il Messico sta per finire i certificati di morte

In Messico stanno per finire i certificati di morte, i contagi non sono diminuiti. Com'è la situazione nel paese?

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Messico

In Messico la situazione coronavirus è peggiorata esponenzialmente. Il governo, durante una conferenza, ha annunciato di star per finire i certificati di morte. I casi in Messico sono stati 623.090 e i morti sono attualmente 66.850.

La situazione certificati di morte in Messico

Il Sottosegretario alla Salute, Hugo López-Gatell, ha riferito che ha dovuto inviare e far stampare numerosi certificati di morte. Questi infatti, erano stati terminati in alcune delle città più importanti, come a Baja California e lo Stato del Messico. La situazione sta peggiorando anche in Città del Messico.

“Abbiamo lavorato negli ultimi 15 o 20 giorni per ridistribuire i certificati di morte, questi non sono specifici per ogni entità, è un documento nazionale emesso dalla Direzione generale delle informazioni sanitarie del Ministero della Salute, quindi distribuiamo tra gli enti che avevano ancora eccedenze verso quelle in cui si è esaurito più velocemente, come Baja California, Stato del Messico e sono quasi finite in CDMX.” Ha poi riferito.

Hugo López-Gatell, ha infine dichiarato che questi nuovi certificati sono arrivati. I documenti ufficiali con tutti i requisiti necessari, stanno arrivando prima dell’esaurimento di quelli già disponibili.

“Adesso abbiamo più di un milione e 100mila certificati, che sono arrivati ​​ieri e vengono distribuiti nelle entità dove stanno per esaurirsi”.

I problemi

Il vero problema in merito alla mancanza dei certificati di morte, è che senza di questi, i morti non possono venir seppelliti. Questa situazione, non reca solo dolore alle famiglie, ma è anche un grande problema per quanto riguarda i rischi sanitari. Inoltre, man mano si accumulano e rallentano le cerimonie funebri.

Le autorità messicane, hanno inoltre spiegato che è essenziale che questi documenti abbiano tutte le caratteristiche e le peculiarità per essere ufficiali. Infatti, sono molte le persone che falsificano i certificati di morte in Messico.

“Ogni giorno mi chiamano medici e mi chiedono come possono procurarsi altri certificati di morte. In questo periodo ne abbiamo pochissimi.” Ha riferito il coordinatore della sanità dello Stato del Messico. Lo stato si è giustificato come in molti altri paesi. Le autorità hanno infatti ricordato che l’epidemia era nuova per tutti e non sapevano quanti morti ci sarebbero stati, se ne aspettavano molti di meno.

La gestione dell’epidemia in Messico

Il Sottosegretario alla Prevenzione e alla Promozione della Salute, ha affermato che la diminuzione dei casi di coronavirus, si è arrestata due settimane fa. Il fato coincide con la riapertura delle attività.

Da alcune settimane, nel paese i casi hanno smesso di diminuire e questa, secondo il sottosegretario, è la questione più sconcertante. “Tutti vogliamo che diminuisca fino a quando l’epidemia non scompare” ha commentato.

Inoltre, gli esperti ricordano che in Messico, come in altre parti del mondo, potrebbe arrivare la cosiddetta “seconda ondata”. Non ci sono ancora informazioni certe a riguardo, ma si teme che i nuovi focolai nel paese siano peggiori dei primi.

Considerando il numero totale dei contagi, il 47,63% sono donne e il 52,67% sono uomini. Il dato positivo è che il 74,83% di questi hanno potuto continuare la propria guarigione da casa. Per quanto riguarda i decessi invece, i più colpiti sono stati gli uomini con il 64,46%, mentre le donne sono state il 35,54%.

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