“Ringrazio tutti: il mio allenatore Ljubicic, mia moglie, la gente, gli organizzatori e gli sponsor”. Con queste parole Roger Federer ha aperto la cerimonia che lo ha incoronato vincitore del Master 1000 Miami 2017. Lo svizzero rompe l’egemonia di Novak Djokovic (il serbo vantava 3 vittorie negli ultimi 4 anni) collezionando la terza vittoria della sua carriera al torneo di Miami in Florida. La sua prima vittoria risale al 2005, quando il giovane Roger (24 anni) sconfisse proprio lo spagnolo Nadal (19 anni). Rafa non ha un bel rapporto con il torneo in oggetto, vista la sua quinta finale conclusa in sconfitta. L’anno successivo (2006) Federer si laurea campione a Miami per la seconda volta in carriera, battendo colui che oggi lo sostiene e lo allena, ovvero il croato Ivan Ljubicic.

Nessuno lo dubitava, ma ieri sera a 36 anni Roger ha dato l’ennesima dimostrazione di essere uno dei giocatori più grandi di sempre. In meno di due ore, sotto il sole cocente di Miami, ha sconfitto Nadal in due set: 6-3 e 6-4. Non che Rafa abbia giocato male, certo ha commesso alcuni errori, ma Roger ha giocato in maniera impeccabile. Dopo un inizio equilibrato nel quale i due sfidanti vincevano un game a testa, lo svizzero ha deciso di cambiare marcia e aggiudicarsi il primo set. A quel punto sapeva di non poter sbagliare. Come un campione ha mantenuto la calma e la concentrazione, continuando ad utilizzare quella precisione chirurgica che lo contraddistingue, così in poco più di un’ora e trenta minuti ha chiuso la pratica.

Dopo la quinta vittoria agli Australian Open e la quinta vittoria al torneo ATP Indian Wells, Roger Federer ha iniziato il suo 2017 alla grande. “Non ho più 24 anni, il mio corpo ha bisogno di riposo”, “ho bisogno di tempo per prepararmi. Questa pausa mi permetterà di concentrarmi sul Roland Garros e poi sui tornei sull’erba che sono importanti per me”. Chiarisce così il suo impiego nei prossimi tornei. Lo rivedremo quindi a fine maggio al prestigioso Roland Garros sulla terra rossa, anche se tutti noi abbiamo un sogno, ovvero vederlo vincere l’ottavo Wimbledon sfondando così il record di vittorie in uno dei tornei più prestigiosi di sempre. Arrivederci Roger, ci vediamo al Roland Garros!

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