La notizia era nell’aria già da diverse settimane, ma soltanto ieri è arrivata l’ufficialità: Zlatan Ibrahimovic indosserà ancora la maglia del Manchester United e lo farà fino al 30 giugno 2018. Il formidabile centravanti svedese ha firmato con i Red Devils un contratto fino al termine della stagione da poco in corso, tornando così a militare tra le file della squadra con cui l’anno scorso aveva messo a segno ben 28 reti in 46 presenze tra campionato e coppe, contribuendo ai trionfi in Community Shield e Capital One Cup e mettendo la sua firma anche nel successo in Europa League, pur infortunandosi gravemente proprio nel corso di quest’ultima competizione.

La rottura del crociato riportata nella sfida tra il suo Manchester United e l’Anderlecht lo scorso 21 aprile, nel corso della gara di ritorno dei quarti di finale di Europa League vinta per 2-1 dagli inglesi, sembrava rappresentare la chiusura del sipario sulla carriera di uno dei calciatori più forti, discussi e iconici di sempre. A 35 anni compiuti e con un contratto in scadenza a giugno, infatti, in pochi si aspettavano che Ibra trovasse la forza di superare un ostacolo apparentemente insormontabile e addirittura di rimanere competitivo e non trasferirsi in mete più esotiche e remunerative quali la Cina, il Giappone, gli Stati Uniti o gli Emirati Arabi, oppure un ritorno nel suo paese natale, la Svezia. E invece il fenomenale campione svedese ha stupito ancora una volta tutti, persino i medici sono rimasti estasiati e stupefatti dai risultati ottenuti dall’ex attaccante di Juventus, Inter, Milan e PSG, che col passare del tempo sembra migliorare sempre di più.

36 anni da compiere il prossimo 3 ottobre, il gigante di Malmo non ha ancora finito di divertirsi e divertire sul rettangolo verde ed è pronto a vivere un’altra annata da protagonista con la maglia del Manchester United. Nonostante l’ingaggio a cifre astronomiche di Romelu Lukaku dall’Everton, infatti, i Red Devils hanno deciso di rimettere sotto contratto Ibrahimovic, anche e soprattutto per volontà del suo estimatore José Mourinho. Lo Special One, che lo aveva già allenato all’Inter nel 2008-2009, ha aggiunto altri tre trofei alla sua folta bacheca proprio grazie alle reti dell’esperto attaccante e la società inglese lo ha ripagato permettendogli di curarsi e di ottenere un nuovo contratto. Stavolta, però, niente maglia numero 9 per Ibra, in quanto il numero da centravanti vero è stato scelto da Lukaku: il mago svedese, dal suo canto, avrà la possibilità di indossare il prestigioso numero 10, indossato da un autentico mito da quelle parti, ossia Wayne Rooney.

La notizia del ritorno di Zlatan Ibrahimovic pochi mesi dopo il grave infortunio ha reso entusiasti non soltanto i tifosi del Manchester United, ma anche i tantissimi estimatori del campione svedese sparsi per il globo, che speravano che il loro idolo potesse rimettersi in sesto ed avere la possibilità di chiudere al meglio una carriera a dir poco fantastica. Il classe ’81 non li ha delusi ed è pronto per rimettersi a disposizione di Mourinho, con lo Special One che si è detto molto contento del suo ritorno e ha dichiarato di non avere dubbi circa l’utilità dello svedese per la sua squadra. Intanto Ibra continua a lavorare per rimettersi in forma e tornare in campo nelle migliori condizioni possibili, anche perché la sua sarà tutt’altro che una passeggiata di bentornato dalle parti di Old Trafford: al contrario, l’ex PSG ha intenzione di ripetere gli ottimi risultati fatti registrare nella passata stagione e recitare un ruolo di primo piano in un’annata che si prospetta tanto intrigante quanto complicata per il Manchester United, atteso da importanti impegni su ben quattro fronti (Premier League, Capital One Cup, FA Cup e Champions League).

Considerando le ottime prestazioni di Martial e Rashford e il devastante impatto di Lukaku in quel di Manchester, Mourinho può stare tranquillo e affrontare tranquillamente anche gli impegni più ostici con gli attaccanti che attualmente ha a disposizione. Al contempo, però, l’apporto che Zlatan Ibrahimovic è in grado di dare è un qualcosa di speciale, che nessun calciatore al mondo ha nel suo repertorio. Si tratta, infatti, di una capacità unica di imprimere la propria impronta su ogni gara, trovando sempre il modo di risultare decisivo, che sia con una giocata d’autore, con un gol da cineteca o con un rigore procurato ai suoi. Che Ibra fosse un calciatore unico nel suo genere, del resto, lo si sapeva da tempo, e dall’anno scorso lo hanno potuto constatare da vicino pure in Inghilterra. Alla corte di Mourinho, infatti, lo svedese ha preso per mano una squadra che non aveva lo stesso entusiasmo messo in mostra in quest’inizio di stagione, riuscendo spesso a vincere delle partite quasi da solo e autodefinendosi “un leone in mezzo a dei micetti”.

Il solito Ibrahimovic, un personaggio che fa storia a sé sia dentro che fuori dal campo, in grado di guadagnarsi sempre le prime pagine dei giornali e di avere un ottimo impatto mediatico grazie alla sua spontaneità e alla forte considerazione che ha di sé stesso. A testimonianza di ciò è anche la foto con cui l’attaccante svedese ha scelto di comunicare al mondo dei social il suo ritorno al Manchester United, che lo ritrae nei panni di Dio mentre stringe energicamente la mano del Diavolo. Si tratta dell’ultimo episodio di una lunga lista, l’ennesimo colpo di genio di un campione che anche quando non è sul rettangolo di gioco riesce a trovare il modo di far notizia e guadagnare consensi. Perché Ibra è uno di quei personaggi che o si amano o si odiano e in molti hanno scelto di amarlo, grazie al suo modo di essere così genuino e puro, che spesso e volentieri diffonde un’immagine di un esaltato narcisista. Ma il buon Zlatan prima dimostra la sua forza, parla attraverso i fatti e non con le parole in libertà e non è uno di quelli che fanno promesse che non sanno se poter mantenere o meno.

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