Il kratom: cos’è e quali effetti produce

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Il kratom è una pianta diffusa in Indocina e in Malesia. Dalle sue foglie si ricava una sostanza psicoattiva. Gli effetti del kratom sono simili a quelli degli oppioidi, sia sedativi che stimolanti. Il kratom agisce sull’umore e sulle energie, riduce l’ansia provocando sensazioni di benessere e ci rende più attivi e forti.

Ma che cos’è esattamente il Kratom?

Il Kratom è un albero tropicale indigeno, la Mitragyna speciosa, proveniente dall’Asia sud-orientale, fa parte della stessa famiglia del caffè. Le sue foglie amare contengono composti psicoattivi, simili agli oppiacei, e vengono consumate per il loro effetto sull’umore, come antidolorifico e afrodisiaco. Le persone lo masticano, lo fumano, ne fanno tisane o lo aggiungono ai cibi. Ha molti nomi diversi: erba speedball, biak-biak, ketum, kahuam, ithang o thom. Viene venduto nei negozi di prodotti per la salute, articoli per fumatori, e online come polvere verde, capsule, estratto o gomma.

Quali sono i maggiori effetti del Kratom?

Il kratom provoca effetti sia stimolanti che sedativi. Quelli stimolanti tendono ad essere più veloci e brevi rispetto a quelli sedativi. Gli effetti variano da persona a persona, a seconda dei diversi fattori che possono influire. Per la maggior parte delle persone, il kratom agisce sull’umore e sulle energie, riducendo l’ansia, provocando sensazioni di benessere e rendendo più attivi e forti. Allo stesso tempo, gli alcaloidi contenuti nel kratom agiscono anche come calmanti, grazie ai loro effetti prevalentemente analgesici simili a quelli degli oppiacei. Alcuni lavoratori thailandesi usano il kratom per reggere meglio le giornate lavorative più estenuanti. I primi effetti si avvertono dopo 5/10 minuti dall’assunzione e possono provocare sensazioni di empatia, euforia, aumento della socialità e loquacità, e può durare diverse ore. Il kratom non provoca un’attività psichedelica, anche se l’azione attivata dai suoi composti chimici si traduce in sensazioni più stimolanti ed euforiche a bassi dosaggi e sedative a dosaggi più alti.

Gli effetti antidolorifici del kratom

Le foglie dell’albero di kratom contengono due alcaloidi della mitraginina. Queste sostanze fitochimiche si legano ad alcuni dei recettori di oppiacei del nostro organismo, provocando effetti simili, come la riduzione del dolore. Ecco perché il kratom può sostituire gli antidolorifici tradizionali. A differenza degli oppiacei, però, la mitraginina del kratom non crea gravi forme di dipendenza fisica e non causa depressione respiratoria, potenzialmente letale. Al contrario, i suoi effetti possono contribuire a ridurre i sintomi legati all’astinenza da oppiacei. La forte attività analgesica dei composti chimici contenuti nel kratom rendono questa pianta un rimedio naturale perfetto per trattare dolori cronici e per anestesie locali.

Il kratom stabilizza il rilascio di adrenalina

Nella maggior parte delle persone, gli effetti del kratom sui recettori di oppiacei sono benefici contro depressione, stress e ansia. Oltre all’azione sui nostri recettori neuronali alcaloidi, i composti fitochimici di quest’erba possono anche legarsi ai recettori di adrenalina, modulando l’ansia e risollevando lo stato d’animo. Questi effetti non arrivano a curare completamente la depressione o ad aumentare le energie e le percezioni sensoriali, ma provocano uno stato d’animo più stabile e positivo. Alcune persone usano il kratom per risollevare l’umore ed aumentare l’attenzione.

Il kratom ha effetti collaterali?

Gli effetti collaterali del kratom sono pochi e possono variare da persona a persona. Normalmente, si nota come la propria lucidità mentale si alteri, altri effetti sono secchezza di fauci, pupille dilatate, aumento della minzione, perdita di appetito e stitichezza. L’uso prolungato può causare la perdita di peso, anoressia, insonnia e inscurimento della pelle. Come accade spesso con le bevande alcoliche, il kratom può generare dei fastidiosi mal di testa simili ai postumi da sbornia. Alcuni hanno riferito di aver sperimentato una psicosi da kratom, con allucinazioni, illusioni e grave confusione.

Il kratom crea assuefazione?

In uno studio, il 50% dei consumatori da lunga data, sei mesi o più, ha sperimentato gravi sintomi di astinenza, come ad esempio ostilità, aggressività, cambiamenti emozionali, dolori ai muscoli e ossa, e movimenti a scatti degli arti. Oltretutto l’80% delle persone ha tentato di smettere senza riuscirci. Australia, Myanmar, Malesia e Thailandia hanno bandito il kratom e diversi altri paesi lo regolano strettamente. Negli Stati Uniti è illegale in sei stati ma senza restrizioni a livello federale.

Le modalità di assunzione del Kratom

Il kratom può essere consumato in vari modi. Una delle tecniche più utilizzate è quella di mescolare la sostanza con il cibo. Il kratom ha un sapore sgradevole, pertanto viene spesso miscelato con un alimento o una bevanda, per agevolarne l’assunzione. I sapori dolci e intensi sono i più adatti a contrastare il gusto del kratom. Nella sua forma naturale, il kratom può essere masticato, fumato, o bevuto in infusione. Solitamente il kratom viene macinato in una polvere e mescolato con un liquido, solitamente acqua calda. A differenza della cannabis, il kratom non ha bisogno di venire riscaldato per essere attivo. Quindi può pertanto venir consumato nella sua forma grezza, generalmente con una capsula. Il kratom può anche venir mischiato con altri liquidi o alimenti, per renderne più facile l’assunzione. Uno dei cibi più comuni e pratici utilizzati per mescolarvi il kratom è lo yogurt.

Ma quale liquido rende la miscela di kratom più appetibile?

La particolarità del kratom è il fatto non si dissolve facilmente in un liquido. Anzi, si accumula. I consumatori esperti sanno che la mossa migliore è mescolarlo con un liquido dal sapore forte che illuderà la tua bocca che non sta divorando globuli di prato bagnato. Tuttavia si può mescolare anche con semplice acqua. Ma per la gioia delle vostre papille gustative è meglio prepararlo come se fosse un tè. In questo modo la polvere può dissolversi perfettamente. Il gusto ricorda l’infuso di tè verde, ma anche la terrosità del tè matcha in polvere. Se invece si preferisce una bevanda fredda si può usare il succo d’arancia. Il forte sapore dell’agrume maschera quello amaro della polvere. Per addolcire il sapore si può provarlo anche con del latte, magari al cioccolato. Si potrebbe provare anche ad aggiungerlo alle bibite, tutti i grumi spariranno ma il sapore sarà sicuramente un azzardo. Un’altra modalità per assumerlo è quella, per così dire, in purezza. Si prende un bel cucchiaino di kratom e si infila in bocca. Ovviamente non da solo, perché la bocca tenderà a seccarsi in un instante. La salamoia neutralizza il sapore amaro del kratom. Questa modalità prende spunto dal pickleback. Questo è un famoso shot, ossia uno shot di whiskey seguito da uno di salamoia che ne smorza il forte sapore alcolico.

Ma il kratom è legale?

La legalizzazione del kratom varia da Paese a Paese, e da Stato a Stato. Paesi come Polonia, Germania e Nuova Zelanda lo hanno dichiarato sostanza controllata. Altri, come Australia, Birmania, e Thailandia lo hanno reso completamente illegale. L’Italia purtroppo l’ha aggiunta, in sordina e senza consultare esperti, nella tabella delle sostanze proibite nell’agosto 2016. Quindi è impossibile comprarlo nei negozi comuni ma comunque è possibile acquistarlo negli shop online esteri e farselo spedire direttamente a casa. Agli italiani si preclude la possibilità non solo di usare questa pianta in modo ricreativo ma anche di beneficiare dei suoi indubbi potenziali medici, come alternativa naturale agli antidolorifici oppiacei e come terapia di mantenimento.

Discussione aperta negli Stati Uniti

Lo statuto legale del kratom è costantemente sotto minaccia negli Usa. Il suo stretto rapporto con gli oppiacei gli ha attirato critiche da parte dei legislatori statunitensi. Nel 2016, la DEA ha fatto il suo primo tentativo di bandire il kratom dal Paese. Ci fu una grande protesta pubblica tale che il kratom rimase fuori programma, anche se ora è illegale in alcuni stati. La lotta della pianta per rimanere legale concerne alcune sostanziali verità. La prima è che ancora nessuna industria farmaceutica ha ancora brevettato il kratom per trarne profitto. Ufficialmente la FDA ritiene che non esiste alcuna prova affidabile che indichi l’efficacia del kratom come trattamento per la dipendenza da oppioidi. Una seconda tesi contro il kratom riguarda la totale mancanza di regolamentazione nei mercati occidentali. Dove i rivenditori potrebbero davvero vendere ai consumatori qualsiasi cosa, di qualsiasi qualità.