“Il Grande Dittatore”: Charlie Chaplin parla all’umanità

Oggi ricorre l’anniversario di Charlie Chaplin e per ricordarlo riportiamo in luce il celebre discorso tratto da Il Grande Dittatore

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Il Grande Dittatore

Antoine de Saint-Exupéry ha detto che l’essenziale è invisibile agli occhi. Le parole si ascoltano ma non si vedono e non si toccano. Ma le parole hanno il potere di affascinare la mente e il cuore. Il discorso all’umanità di Charlie Chaplin tratto dal suo film “Il Grande Dittatore” è un emblematico esempio dell’incanto che la parola può suscitare. Chaplin si appella alla sensibilità individuale e vuole smuovere l’uomo, convincerlo della grandezza racchiusa nell’unione fra tutti gli uomini. Ecco, la parola è invisibile ma si fa sentire, anzi, ha una visibilità assolutamente magica. Charlie Chaplin è di sicuro tra i grandi della storia e cultura e ha issato sempre la bandiera della tolleranza. Quest’ultima senza alcun dubbio è la chiave di volta per rendere il mondo un posto migliore.

“Il Grande Dittatore”: che cosa ci dice Charlie Chaplin?

Prima di ogni cosa Chaplin ci dice che la vita è qualcosa di straordinario ma ce lo dimentichiamo. Nel discorso all’umanità leggiamo: “La vita può essere magnifica ma lo abbiamo dimenticato“. Ma quando dimentichiamo la bellezza della vita? Quando desideriamo il potere e la conquista e quando ci mettiamo al di sopra di un altro. Noi tutti siamo disposti a vivere della reciproca felicità ma non della reciproca infelicità. Troppo spesso ci dimentichiamo che l’uguaglianza è una cosa fantastica perché ci ricorda che nel mondo ci siamo tutti e c’è posto per tutti. Ogni uomo, foriero di idee e differenze, può farsi spazio nel mondo.

La magnificenza della vita per Chaplin

La magnificenza della vita sta nella coscienza di poter vivere tutti e insieme. L’uomo però volta le spalle alla comunità e come un cannibale di aspirazioni, sentimenti e personalità si fa terra bruciata intorno. L’uomo vuole stare solo perché vuole essere l’uno al di sopra dei molti. Chaplin ci mette in guardia: “L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare verso l’infelicità e lo spargimento di sangue“.

La macchina può fallire, la vera umanità no

Un brivido di emozione ci trapassa il cuore quando leggiamo le parole di Chaplin in “Il Grande Dittatore”: “Le macchine che danno l’abbondanza ci hanno dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’abilità ci ha resi duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che d’intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto“. Chaplin non è mai retorico ma con preziosa semplicità ci suggerisce di restare umani perché tutto deriva dall’umanità. Sentire l’altro, tendergli la mano o accoglierlo in un abbraccio sono le cure per l’umanità. L’intelligenza della macchina può esaurire l’essenza dell’essere umano? Non si tratta di una gara tra macchina e cuore che pulsa ma parliamo di una presa di coscienza. Siamo umani e dobbiamo restare tali per essere veramente infallibili.

La verità della libertà

L’uomo è infelice perché soccombe alla sua stessa ingordigia. Ancora oggi noi dobbiamo ben guardarci da chi ci propone modelli di fratellanza, universalità e unione. Ancora oggi bruti sotto belle vesti ci ingannano con le loro odi di falsa bontà. Essi non hanno a cuore la purezza dell’umanità ma, al contrario, vogliono intorbidire e sporcare l’umano. I bruti sono i detrattori della libertà, questi vogliono l’uomo schiavo. Il nostro compito dunque è lasciare che la libertà circoli e la nostra libertà è la ribellione contro le promesse che non stanno in piedi. Il senso dell’altro può spianare la via alla libertà perché amare placa il bisogno di dominare e quindi di imprigionare.

“Il Grande Dittatore”: la forza della collettività contro ogni dittatura

Non dobbiamo essere oggetto di un uomo solo e non ci dobbiamo consegnare ad un gruppo di uomini. Consegniamoci tra noi e lavoriamo affinché chiunque possa ritrovare l’essenza vera della sua umanità. Noi siamo il popolo e abbiamo l’inestimabile potere di creare la felicità. Solo noi possiamo fare in modo che la vita ritorni ad essere una splendida avventura. Charlie Chaplin lo aveva già capito ed era solo il 1940. Noi che aspettiamo?


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