Il gonfalone di Gio Ponti: un’opera poco conosciuta

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Gonfalone di Gio Ponti
Lo stendardo dell'Ospedale maggiore

La collezione d’arte della Ca’ Granda a Milano conserva il Gonfalone di Gio Ponti, un’opera originale del designer. La divulgazione del lavoro dell’architetto è merito dei volontari del Touring club.


Il 18 novembre 1891 a Milano, nasce Gio Ponti


Perché il Gonfalone di Gio Ponti è particolare?

Noto per la progettazione di edifici e oggetti funzionali, l’artista si esprime anche in altri modi. Lo stendardo ideato per il Consiglio dell’Ospedale maggiore è infatti una creazione a cui Ponti si dedica con impegno. Ispirandosi agli stendardi processionali liturgici cinquecenteschi, sceglie di ornarlo con un ricamo di fili metallici. Mettendo a frutto le sue competenze nel campo della moda e della lavorazione dei tessuti, realizza così un unicum. Puoi ammirare l’opera all’esposizione “I tesori della Ca’ Granda” coi volontari del Touring che fanno da Ciceroni. La sede dell’Università statale è infatti uno dei “Luoghi aperti per voi” che il club valorizza.

Lo stile di Gio Ponti

Inizia la sua carriera nel settore delle ceramiche e fonde decorazione tradizionale e arte moderna. In architettura si distingue per l’aderenza ai princìpi del Neoclassicismo, cioè armonia e semplicità delle forme. Il grattacielo Pirelli a Milano rappresenta i suoi ideali, sia nella scelta dei materiali che nella progettazione. Disegna anche scenografie teatrali, complementi d’arredo, oggetti da cucina e interni di transatlantici. Attivo pure nell’editoria, nel 1928 fonda la rivista “Domus”.

La collezione artistica della Ca’ Granda

L’ente che gestisce l’Ospedale maggiore, costruito nel 15° secolo da Francesco Sforza, possiede una raccolta di opere d’arte. Oltre ai ritratti dei benefattori che hanno contribuito alla realizzazione e allo sviluppo del nosocomio, riunisce molti oggetti di pregio. L’istituzione conserva infatti pergamene miniate, il Libro dei morti, sculture e dipinti di sei secoli.

Lo stendardo, storia e descrizione

Nel 1932 il Consiglio degli Istituti sanitari decide di far realizzare un’insegna ufficiale dell’Ospedale maggiore. L’ente affida l’incarico a Gio Ponti che disegna un gonfalone che colpisce l’attenzione per la dovizia di particolari. Lo stemma fa la sua prima apparizione la vigilia della Festa del Perdono, il 24 marzo 1935. Al Duomo l’arcivescovo Schuster lo benedice.

Il Gonfalone di Gio Ponti

Su un lato inserisce i simboli del nosocomio, la colomba e il motto Charitas, gli stemmi delle Opere pie e dei benefattori. Dall’altro l’Annunciazione, con l’angelo che benedice e porge un giglio a Maria inginocchiata. Ponti non utilizza pittura, ma il ricamo e chiede i materiali alla ditta Bertarelli e all’orafo Alfredo Ravasco. La raffigurazione dell’episodio evangelico è insolita poiché di solito il messaggero non sta in piedi di fronte alla Madonna.
Gli studiosi ritengono si tratti di un esempio notevole di decorazione per tessuti del Novecento. L’uso di filati metallici e i punti su imbottitura creano effetti di chiaroscuro e tridimensionali. Pure le aste che reggono il gonfalone sono degne di nota, soprattutto per la corona della cimasa e le raggiere decorate con pietre preziose.