Il giudice Falcone: anche le parole restano

Una raccolta di dichiarazioni e pensieri del giudice Giovanni Falcone per ricordare la voce della giustizia. Il tempo passa ma le parole del magistrato restano forti e chiare nel tempo

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giudice Falcone

Tra i giovani ma anche meno giovani sono molto celebri le frasi del giudice Falcone. Spesso, per commemorare la Strage di Capaci o per ricordare Giovanni Falcone e la sua integerrima lotta a Cosa nostra, si ricercano le dichiarazioni più significative e le parole più emozionanti del magistrato.

Oggi ricorre l’anniversario della nascita di Giovanni Falcone e proponiamo una raccolta di alcuni dei suoi pensieri e aforismi. Ogni singola parola del giudice siciliano riflette il suo eccezionale coraggio, il suo indescrivibile spirito di abnegazione, il suo amore per la giustizia.

giudice Falcone che discute

Il giudice Falcone: una battaglia contro la mafia

Il magistrato non fu mai restio a rilasciare interviste ai media o ai giornali. Con il tempo le dichiarazioni del giudice, sempre forti e di grande impatto, sono diventate un vero e proprio manifesto nel segno della legalità e della lotta alla mafia. Ecco alcuni tra gli “aforismi” più belli:

«La mafia è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni». In un’intervista del 1991 a Rai Tre, il magistrato non descrisse la mafia come qualcosa di arcano ma come una faccenda umana, ingiusta e meschina ma umana. Giovanni Falcone che cosa suggerì dunque? Nè eroismi, nè retorica ma uomini giusti e istituzioni oneste.

«La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano.
Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione
».

giudice Falcone che sorride

Giovanni Falcone: la tensione morale

Gli aforismi che seguono sono inni all’onestà. Sono esortazioni a non rassegnarsi mai alla paura e alla corruzione. La giustizia prima di tutto è un esempio a cui riferirsi, sempre.

«L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza».

«Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini».

«Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così, solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è, allora, che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare».

«Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola».

Strage di Capaci: il palinsesto Rai per le celebrazioni del 23 maggio

Il giudice Falcone: un uomo profondamente giusto

Giovanni Falcone dedicò tutta la sua vita alla lotta contro la mafia e non indietreggiò mai di fronte ai pericoli. Mai la diede vinta alla paura. Il giudice fu mosso da uno spirito straordinario di servizio e di osservanza verso lo Stato; indagò e scavò nei meandri della cupola di Cosa nostra. Falcone fu tra i primi a identificare l’associazione criminale in un’organizzazione parallela allo Stato, unitaria e verticistica. Il giudice, per il suo rigore investigativo e per il suo prestigioso lavoro, antitetico all’immoralità della mafia e alle istituzioni contaminate dalla menzogna, fu barbaramente ucciso nella strage di Capaci il 23 maggio 1992.

Libri che raccontano la vita di Giovanni Falcone

Per ricordare uno tra gli uomini più giusti della storia italiana proponiamo una serie di libri. Pagine di biografia e aneddoti che raccontano gli anni e le esperienze del magistrato siciliano.

Giovanni Falcone un eroe solo di Maria Falcone e Francesca Barra. L’intento del libro è quello di mantenere vivo il ricordo del magistrato. Le pagine rievocano gli anni dell’intensa attività del giudice Falcone nella lotta alla mafia.

Cose di cosa nostra. La penna è quella della giornalista francese Marcelle Padovani ma la voce narrante è quella di Giovanni Falcone. Questo è un “libro-intervista” sugli innumerevoli intrecci tra vita siciliana e mafia.

Da che parte stare di Alberto Melis. Questo è un libro adatto ad un pubblico di giovanissimi; le pagine sono scritte per ricordare l’infanzia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

La posta in gioco di Giovanni Falcone. Il libro, edito da Rizzoli, è un racconto del magistrato sulle sue proposte pratiche nella lotta alla mafia.

Giovanni Falcone di Giacomo Bendotti. Il testo è una graphic novel che narra la vita del giudice.

La stanza del presepe di Angelo di Liberto. Questo è invece un libro particolare e non facile da reperire. La scrittura verte sull’infanzia del magistrato, sui suoi tormenti, sulle ansie, sulle paure e sugli affetti.

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