Il Giardino dei ghiacciai: cos’è e dove si trova

Il Giardino dei ghiacciai di Cavaglia è un piccolo gioiello della geologia, dove il tempo si è fermato all'ultima glaciazione.

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Giardino dei ghiacciai

In Val Poschiavo,quasi a 1.700 m di altitudine, si può ammirare un piccolo gioiello della geologia, ‘il Giardino dei ghiacciai’. Sono delle imponenti sculture naturali, frutto di un eccezionale fenomeno geologico legato alle ere glaciali. Dette anche le “marmitte dei giganti”, plasmatesi nel corso dei millenni  ora, sono anche visitabili gratuitamente, al Giardino dei Ghiacciai di Cavaglia (Svizzera).

Giardino dei ghiacciai – la conformazione morfologica

Migliaia di anni fa le acque del ghiacciaio, i detriti e la ghiaia vorticando ad alta pressione, hanno plasmato la dura roccia e scavato enormi buchi nel terreno, generando questo insolito fenomeno geologico, con risultati dalle forme bizzarre e imprevedibili.

Le marmitte più grandi arrivano fino a 15 metri di profondità. In alcune è possibile calarsi scendendo lungo alcune scale posizionate dai volontari dell’Associazione, che,circa vent’anni fa,ha dato vita al parco.

Una particolarità che interesserà soprattutto gli appassionati di geologia ma anche i più curiosi,che potranno ammirare questa roccia all’interno di un padiglione che fa parte di un piccolo parco a tema costruito alla fine del XX secolo dal suo stesso scopritore.

Le marmitte dei giganti: la scoperta

Era il 1872 e Amrein-Troller stava eseguendo dei lavori per la ristrutturazione di casa sua quando si imbatté in una voragine, apertasi proprio sotto i suoi occhi.Non era un buco qualsiasi ma una marmitta gigante profonda 4 metri.

Capìta l’importanza della scoperta, fu istituito un Giardino del Ghiacciaio, inaugurato il 1 maggio 1873, ma gli scavi proseguirono fino al 1876.Il pubblico affluì numeroso fin dall’inizio,consentendo a Amrein-Troller di vivere agiatamente per il resto delle propria vita.Ancora oggi il luogo è aperto al pubblico e la sua casa visitabile.Le stanze sono state ricostruite con mobili d’epoca e tutto è veramente interessante.

Il biglietto d’ingresso permette l’accesso al Giardino del Ghiacciaio, vero e proprio Monumento Naturale all’aperto,ma a tutti gli effetti si usufruisce di un grande Parco geologico e non solo.Si resta affascinati, dapprima,dall’ambiente che si impone davanti al visitatore e che lo trasporta indietro di migliaia e migliaia di anni.

Fanno parte del complesso anche il il museo adiacente,che prevede percorsi interattivi. Uno spettacolo di 10′,in cui viene mostrato e spiegato il processo geologico di creazione delle marmitte.Inoltre è possibile ammirare un’esposizione di fossili e una riproduzione di una grotta di un cacciatore primitivo di qualche decina di migliaia di anni fa, durante l’ultima era glaciale. Da una torre panoramica si può godere di una bella vista sulla città e sulle montagne.


Il futuro dei viaggi forse sarà sott’acqua


Come raggiungere il Giardino dei ghiacciai

Per ammirare questo suggestivo fenomeno si parte dalla stazione di Cavaglia, situata lungo una delle linee ferroviarie più belle del mondo.E’ la Ferrovia Retica, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il famoso Trenino Rosso del Bernina si ferma anche qui lungo la sua via verso Sankt Moritz.Bastano pochi minuti di cammino seguendo le indicazioni per raggiungere l’ingresso del Giardino dei Ghiacciai, che è aperto da maggio a ottobre.

La visita dura una mezz’ora circa e l’accesso è gratuito, ma si può lasciare un’offerta per sostenere il lavoro dei volontari dell’associazione che si prende cura del parco geologico. È possibile anche effettuare delle visite guidate:qui tutte le informazioni.

La leggenda

La “forra del Cavagliasco” è una gola ammirabile da una piattaforma sospesa.
Qui, con un po’ di immaginazione, è possibile scorgere un volto di donna,che ha dato origine a questa terribile storia. 

“In tempi remoti, una famiglia di zingari, scendendo a valle, giunse in zona. Erano affamati e volevano raggiungere il villaggio per trovare qualcosa da mangiare. La loro decrepita madre però, gemendo, lamentava di essere esausta e di non poter proseguire. I figli, incolleriti per il rallentamento, afferrarono allora la vecchia madre e la buttarono nel precipizio. Prima di urtare in basso, furente, lei maledisse tutta la famiglia sull’orlo dell’abisso. Allora le rupi al di sopra si staccarono e trascinarono tutti nella forra”.

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