Il ghiaccio sciolto in Groenlandia in un giorno può coprire la Florida

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I ricercatori dicono che le alte temperature nell’Artico stanno sciogliendo le lastre di ghiaccio della Groenlandia molto rapidamente. Tanto velocemente che il ghiaccio sciolto in Groenlandia martedì di questa settimana da solo sarebbe sufficiente a coprire l’intero stato della Florida con cinque centimentri d’acqua.

Quanto è grave la situazione del ghiaccio sciolto in Groenlandia?

Lo scioglimento estremo, evidenziato dall’Organizzazione meteorologica mondiale, non è così grave come nel 2019, ma gli scienziati dicono che l’area di terra che si sta sciogliendo è più grande questa volta. Secondo la CNN, che per prima ha riferito dello scioglimento estremo, è il terzo caso di un tale modello di fusione nell’ultimo decennio. Martedì, la Groenlandia ha perso più di 8,5 miliardi di tonnellate di massa superficiale dallo scioglimento dei ghiacci. In totale la Groenlandia ha perso 18,4 miliardi di tonnellate di massa superficiale dallo scioglimento dei ghiacci da domenica scorsa. Gli esperti hanno detto alla CNN che il livello di fusione è “insolito” e che i cambiamenti nei tassi di fusione sono stati “gravi” ed “erratici”.


Un terzo del ghiaccio antartico potrebbe collassare


Perchè si sta sciogliendo cosi tanto ghiaccio?

Lo scioglimento è stato esacerbato dalle temperature in aumento nella regione e dall’aumento della temperatura degli oceani, che hanno un impatto sul livello del mare e staccano enormi iceberg. “Mentre tali eventi sono preoccupanti, la scienza è chiara”, ha detto alla CNN Thomas Slater, un glaciologo dell’Università di Leeds. “Gli obiettivi climatici e le azioni significative possono ancora limitare l’aumento del livello globale del mare in questo secolo, riducendo i danni causati da gravi inondazioni alle persone e alle infrastrutture di tutto il mondo”. I ricercatori hanno stimato che, a causa del cambiamento climatico, il tasso di fusione del ghiaccio nel corso del 21° secolo sarà tra 8.000 gigatoni e 35.900 gigatoni di tonnellate per secolo, quasi sei volte più veloce del tasso dell’inizio dell’era olocenica.