Il gatto spacciatore è riuscito a evadere dal carcere dello Sri Lanka

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Un gatto spacciatore è evaso dal carcere dello Sri Lanka.

È diventato suo malgrado – e non di certo per sua volontà – un «fuorilegge» e, dopo essere stato scoperto e trattenuto in prigione, è riuscito a evadere. E così il gatto «spacciatore» è stato capace di eludere la sorveglianza delle forze dell’ordine, scappando dal carcere di massima sicurezza di Welikada, un sobborgo dello Sri Lanka. Nonostante possa sembrare una bufala, in realtà si tratta di una notizia vera riportata dal quotidiano britannico The Telegraph.

I proprietari del felino lo avevano addestrato affinché potesse portare del materiale vietato, di nascosto, tra le mura della casa circondariale dello Sri Lanka. Quando si sono resi conto che l’animale era pronto, gli hanno legato al collo una bustina di plastica contenete delle dosi di eroina da due grammi e due piccole schede Sim per telefoni cellulari che, insieme ad una scheda di memoria, avrebbe dovuto portare ad alcuni detenuti. La sorveglianza però ha notato il gatto «spacciatore» e, dopo averlo bloccato, lo ha di fatto arrestato chiudendolo nel penitenziario.

Il carcere di Welikada nello Sri Lanka.

Tutto ciò però non è bastato. Infatti, dopo essere stato scoperto il 2 agosto, nel giro di poche ore il felino ha trovato il modo per fuggire via dal carcere di Welikada, e a nulla sarebbero valse le successive ricerche, perché pare che ormai di lui non vi fosse più alcuna traccia. I responsabili della polizia dello Sri Lanka per il momento hanno preferito non rilasciare alcuna dichiarazione alla stampa sull’accaduto.

Un altro gatto «spacciatore» è svanito nel nulla in Russia

La fuga dal penitenziario dello Sri Lanka del gatto «spacciatore» non è il primo episodio di questo genere. Nell’ottobre del 2019, in Russia, la polizia ha scoperto un astuto sistema ideato dal detenuto Eduard Dolgintsev per far giungere la droga in carcere. Questi ha approfittato della presenza di un micino che circolava nella prigione, entrando e uscendo dall’edificio attraverso una piccola fessura. Il malvivente avrebbe utilizzato un collare contenente un taschino nel quale avrebbe inserito le sostanze stupefacenti.

Quando gli investigatori l’hanno scoperto, hanno fermato il pusher e sono riusciti a individuare anche il micio che era diventato un inconsapevole «corriere della droga». L’animale è diventato una prova materiale per l’accusa in sede giudiziaria, dopodiché è stato trasferito presso lo zoo di Novomoskovsk. Tuttavia, quando l’avvocato del presunto imputato si è recato al giardino zoologico per vedere il quattro zampe, ha avuto una notizia a sorpresa.

Barcellona (Messina): tre detenuti evadono dal carcere

Una dipendente della struttura ha spiegato al legale che, siccome la temperatura era particolarmente rigida, era stato dato il permesso ai collaboratori di lasciar uscire il gatto dalla gabbia. In un secondo momento, quando sono giunti dei cani che non appartenevano allo zoo il felino, preso dalla paura, è scappato ed è stato impossibile trovarlo.

Anche in Russia un gatto spacciatore è riuscito a scappare.

L’impianto accusatorio si basava sulla presunta testimonianza di tre persone che avrebbero acquistato la droga usufruendo del gatto «spacciatore» che circolava intorno alla prigione e che sarebbero stati in gradi di riconoscerlo. L’avvocato difensore avrebbe dichiarato alla stampa che, in mancanza dell’animale, sarebbe risultato impossibile provare la veridicità delle affermazioni dei testimoni, quindi a suo parere il caso sarebbe dovuto andare verso l’archiviazione da parte dei magistrati.