Il funzionamento del cervello per Lisa Feldman Barrett

Il libro "7 lezioni e mezzo sul cervello" parla della mente con un approccio diverso

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La ricerca scientifica spiega il funzionamento del cervello e la struttura dell’encefalo, ma alcuni studiosi ritengono che alcuni risultati siano da rivedere. Lisa Feldman Barrett è docente di Psicologia alla Northeastern University e pensa che alcuni concetti delle neuroscienze siano da rivedere. In particolare, la relazione tra categorie mentali ed eventi può essere modificata.


Le reazioni di breve durata al cervello si chiamano emozioni


Quali sono le basi degli studi sul funzionamento del cervello?

In genere gli studiosi associano ciascun settore della massa cerebrale a un’attività, come se la mente funzionasse a compartimenti stagni. Quindi, è assodato che la corteccia prefrontale sia la parte che permette di valutare, mentre la motoria sia associata ai movimenti. I lobi temporali poi sono la sede della memoria e dell’elaborazione delle emozioni. Le ricerche più recenti però hanno corretto la distinzione, dimostrando che molti procedimenti coinvolgono più aree dell’encefalo. Il cervelletto, associato alla percezione del corpo nello spazio, è infatti importante anche nell’elaborazione del linguaggio e delle decisioni.

Le ricerche alternative

Il neurobiologo in pensione Steven Wise ha proposto di definire l’organizzazione del cervello in maniera differente. Così si cambia la prospettiva con cui si intende l’azione mentale e si passa dall’associare un’area a una funzione alla combinazione di informazioni elaborate. Secondo lo studioso alcune regioni dell’encefalo potrebbero essere diventate più efficienti perché in grado di ricevere e ritrasmettere diversi stimoli esterni.

Lisa Feldman Barrett “7 lezioni e mezzo sul cervello”

L’autrice fornisce risposte alle più comuni domande sul cervello e il modo in cui comanda il resto del corpo. Nella prima lezione mette in dubbio ogni conoscenza precedente sull’encefalo, affermando cioè che non serva a pensare. La studiosa infatti ritiene che l’organo sia sensibile alla luce e capace di muoversi, quindi sia fatto per agire. Non ha le caratteristiche per elaborare informazioni, ma per compiere azioni. Un altro capitolo interessante riguarda la creazione della realtà da parte del sistema neuronale. L’esperta riesce a illustrare le sue teorie con uno stile semplice ed esaustivo.