Il Forte di Fenestrelle secondo i Neoborbonici: una bufala

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I movimenti neoborbonici hanno definito il Forte di Fenestrelle come un vero e proprio campo di sterminio. Recenti studi hanno smentito questa tesi.

Chi sono i Neoborbonici

I Neoborbonici sono dei movimenti che nascono da lontano, ma che si sono imposti prepotentemente sul web dal 2011, anno delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Queste correnti mirano a diffondere una versione revisionista del processo di unificazione del Paese, opponendosi alla storiografia ufficiale.
Si chiamano così dal nome della dinastia dei Borbone, gli ultimi sovrani dell’intero Mezzogiorno, allora Regno delle Due Sicilie. I Neoborbonici sostengono che, prima del Risorgimento, il Sud Italia fosse molto più ricco del nord, ma la situazione si è capovolta immediatamente dopo l’annessione al Piemonte. Da qui la storia del complotto massonico tra i Savoia e l’Inghilterra per indebolire i Borbone, piuttosto che la narrazione circa i novantanove primati del sud, e via dicendo.

Il Forte di Fenestrelle secondo i Neoborbonici

I Neoborbonici hanno preso di mira anche il Forte di Fenestrelle. Secondo loro, i Savoia vincitori hanno utilizzato la fortezza più grande d’Europa come campo di sterminio per 1189 soldati meridionali, ormai sconfitti dopo l’assedio di Gaeta nel 1860. Stando alla loro versione dei fatti, i prigionieri venivano trattati in maniera disumana, fatti morire di sevizie e di stenti, infine sciolti nella calce viva.


Forte di Fenestrelle: la fortezza più grande d’Europa


Prove che smentiscono i Neoborbonici

Innanzitutto bisogna evidenziare un dato scientifico. È impossibile che la calce viva sciolga un corpo. Al contrario lo conserva, corrodendone solo lo strato esterno. Il materiale funge così da sarcofago. In secondo luogo, una mole di documentazione presso l’Archivio di Stato di Torino smentisce in maniera inconfutabile questa bufala del Forte di Fenestrelle come “Lager dei Savoia”. Le ricerche dei dottori in Giurisprudenza Juri Bossuto e Luca Costanzo prima, e, successivamente, dello storico prof. Alessandro Barbero hanno chiuso questa questione una volta per tutte.

La verità sui prigionieri meridionali a Fenestrelle

Ecco cosa hanno fatto i Piemontesi ai 1189 soldati borbonici nel Forte di Fenestrelle. Dopo averli condotti all’inizio del novembre 1860 nella fortezza, somministrarono loro una doppia razione di minestrone. Inoltre vestirono i prigionieri, abituati al clima più soleggiato delle loro terre, con abiti più pesanti, adatti alla temperatura del luogo.
Dopo la registrazione, i malati venivano inviati a Pinerolo o a Torino per essere curati.
Il giorno 20 dello stesso mese furono addestrati per essere infine inseriti, il 9 dicembre, nel nuovo Esercito del Regno d’Italia. Non solo. Erano permesse le visite tra i prigionieri e i loro familiari che salivano dal Meridione.