Il flauto magico: prima rappresentazione a Vienna

0
742

Il flauto magico: prima rappresentazione

Il 30 settembre 1791 nel Theater auf der Wieden di Vienna viene eseguita per la prima volta l’opera Il Flauto magico, il cui titolo originale è Die Zauberflöte.

Si tratta di un Singspiel in due atti musicato da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Emanuel Schikaneder e con il contributo di Karl Ludwig Giesecke.

La rappresentazione ebbe molto successo con Schikaneder che nell’occasione assunse il ruolo di Papageno, mentre Josepha Hofer interpretò la Regina della Notte; così Mozart scrisse alla moglie Constanze dopo le prime recite:

«Sala sempre piena come sempre. Il duetto Mann und Weib e il Glockenspiel del primo Atto sono stati bissati come al solito, come pure il terzetto dei Fanciulli del secondo Atto; ma quello che mi ha fatto più piacere è il plauso silenzioso della platea. Si vede bene quanto quest’opera stia crescendo sempre più nella stima del pubblico».

Mozart

Il flauto magico

Si tratta di un’opera arcana permeata da vari riferimenti esoterici e massonici, ambientato in un Egitto antico, irreale e immaginario; una delle più celebri del compositore austriaco.

La storia è una suggestiva favola musicale che celebra il trionfo dell’amore; il principe Tamino, aiutato dall’uccellatore Papageno, combatte le forze oscure del male e grazie al superamento di svariate prove iniziatiche libera la figlia della Regina, Pamina, sua amata.

Definito il testamento spirituale di Mozart che morirà due mesi dopo la prima rappresentazione dell’opera, all’età di 35 anni, il 5 dicembre 1791.

Primo atto

Il principe Tamino fugge, inseguito da un dragone. In suo soccorso giungono le tre Dame della Regina della Notte che uccidono il drago con le loro lance d’argento.

Sopraggiunge Papageno, un buffo uccellatore vestito di piume; Tamino, una volta risvegliatosi, si vanta di aver ucciso il dragone. Le Tre Dame lo puniscono per la menzogna, chiudendogli la bocca con un lucchetto.
Gli mostrano poi un ritratto della giovane figlia della Regina, Pamina, della cui bellezza resta impressionato.

Il malvagio Sarastro ha rapito Pamina e Tamino decide di andare a liberarla assieme a Papageno. Le tre Dame liberano Tamino e gli donano un flauto magico che lo assista nell’impresa.

Papageno trova la stanza dove il moro Monostato tiene prigioniera Pamina; le dice che il principe Tamino è innamorato di lei e tentano insieme la fuga.
Tamino nel frattempo si trova di fronte a 3 templi, dedicati uno alla Natura, uno alla Ragione e l’altro alla Sapienza.

Respinto dai primi due, nel terzo trova un sacerdote egizio: gli svela che Sarastro ha rapito la figlia della regina per un motivo che gli resterà oscuro fino a quando non si farà guidare dall’amicizia.

Papageno e Pamina devono arrendersi quando giunge Sarastro su un carro condotto da sei leoni: la giovane gli confessa di aver tentato la fuga per sfuggire a Monostato; Sarastro le racconta che se non la restituisce alla Regina è solo per il suo bene perché è una donna superba.

Tamino e Pamina si innamorano a prima vista; Sarastro libera Tamino, che per entrare nel suo regno con Papageno dovrà superare tre prove.

Secondo atto

Sarastro rivela di aver rapito la fanciulla perché destinata dagli Dei al nobile Tamino.

Due sacerdoti, nel Tempio della Saggezza, chiedono loro che cosa cercano: Tamino risponde la conoscenza e la saggezza, mentre Papageno una donna da amare. La prima prova consiste nello stare in silenzio, qualunque cosa avvenga.

Monostato cerca di avvicinarsi a Pamina, ma viene spaventato dall’arrivo della Regina della Notte Astrifiammante. La Regina va su tutte le furie quando scopre che il giovane che aveva mandato per liberare la fanciulla si è unito agli iniziati.

Dà a Pamina un pugnale per uccidere Sarastro, minacciando di rinnegarla per sempre qualora non lo facesse.

Pamina cerca di parlare a Tamino, ma il giovane, sottoposto alla prova del silenzio, non può risponderle. Lei crede che lui non l’ami più e pensa di uccidersi col pugnale della madre, ma i tre fanciulli la fermano e le confidano che Tamino è ancora innamorato di lei.

Papageno infrange la regola del silenzio e non può più continuare la prova; ha in dono una vecchia signora che si trasforma in una donna avvenente, Papagena, che però subito scompare.

Pamina e Tamino

Pamina accompagna il principe nelle due prove successive. Gli svela che il flauto magico fu intagliato da suo padre, Gran Maestro di una Confraternita Solare, durante una tempesta; grazie al suo suono loro sono protetti e possono resistere alle forze astrali che si scatenano su di loro.

Papageno è sconsolato per la scomparsa di Papagena e medita di impiccarsi a un albero, ma i tre genietti lo esortano a suonare i magici campanelli: subito riappare la sua innamorata, che si concede a lui per sempre.

Astrifiammante, le tre Dame e Monostato vogliono uccidere Sarastro e impossessarsi del suo regno. Un terremoto li fa però inabissare e si celebra così la vittoria del bene sul male. Il Regno Solare di Sarastro accoglie Pamina e Tamino.

Il Flauto magico

Elementi culturali nel Flauto Magico

  • il fiabesco-meraviglioso settecentesco: flauto e Glockenspiel dalle proprietà magiche, genietti)
  • l’illuminismo e il giusnaturalismo: aspirazione dell’uomo alla saggezza, alla ragione e al rapporto in armonia con la natura
  • la massoneria: riti di iniziazione per accedere ai misteri e alla luce, invocazioni delle divinità egizie, simbologia con riferimento ai numeri
  • L’Hanswurst e il Kasperl popolar-viennese: l’umile, il popolaresco, il comico, il semplice, il naturale e il bonario racchiusi nella figura di Papageno

Interpretazioni

Il flauto magico è stato interpretato come fiaba per bambini, come racconto massonico e come storia dal contenuto fortemente illuminista.

Il filone razionalista massonico settecentesco è evidente così come anche il filone mistico, rivelato dall’attrazione per gli scenari misteriosi e immaginifici dell’Oriente.

Mozart affronta tematiche tipiche della cultura massonica, quali morte e rinascita, rapporto tra terreno e ultraterreno, iniziazione e prova come cammino per giungere all’amore universale.

La storia racconta però anche lo sviluppo di un individuo che da giovane inesperto diventa un uomo saggio, attraverso la scoperta dell’amore e il superamento di varie prove iniziatiche.

Un percorso di formazione dove il giudizio iniziale di Tamino sul bene e sul male arriverà a capovolgersi completamente: il bene, inizialmente identificato con il Regno lunare della Regina della notte, perché vittima del rapimento della figlia perpetrato da Sarastro, finirà per essere identificato nel Regno solare di quest’ultimo, inizialmente giudicato come malvagio.

Si scoprono così le buone intenzioni di Sarastro nel portare con sé Pamina per sottrarla dalla madre e per poterla destinare al giovane predestinato, Tamino.

Il flauto magico rappresenta una sorta di summa della poetica mozartiana dell’ultimo periodo.

L’opera, definita da molti critici il testamento spirituale di Mozart, rappresenta infatti aspetti dell’opera seria, dell’opera buffa, della rappresentazione sacra, si fa precorritrice dell’opera romantica; amalgama tutti i generi conducendoli ad un’unità che la rendono sublime grazie anche alla musica immortale di Mozart che si adatta alla natura di qualsiasi personaggio, esaltandone le caratteristiche senza perdere l’armonia unitaria.

Commenti