Il Festival d’Oriente: tappa a Brescia

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Sabato 28 settembre mi sono recata a Brescia presso il Brixia Forum, dove si è tenuta la tre giorni dedicata al Festival dell’Oriente. Non potevo assolutamente mancare, e la fiera non ha deluso le mie aspettative.

Statuta del dragone

Ho notato un’organizzazione impeccabile, infatti nonostante ci fosse moltissima gente, l’ingresso è stato veloce e senza troppe code.

Appena entrata una bellissima signora orientale agghindata con il vestito rappresentativo del suo paese, mi ha accolto con un inchino e ha dipinto un punto color magenta in mezzo alla mia fronte grazie ad una particolare pittura in polvere che teneva in una ciotola dorata. 

Dall’ingresso si veniva proiettati in un mondo nuovo fatto di profumi, colori e tanta gente. Gli occhi non sapevano più dove guardare mentre il profumo di incenso unito a quello di spezie aiutavano la mente ad immaginarsi in un mondo lontano che da sempre ha affascinato l’occidente.

C’erano gli stand più vari, quelli coloratissimi cinesi ricchi di vestiti e di prodotti tipici: come ciotole per il riso e bellissimi servizi da te, e ancora meravigliosi ventagli con stampe e scritte. Non deludevano neppure gli stand giapponesi con le immancabili Katane, le famose armi dei samurai di tutte le taglie e colori, che attiravano grandi e bambini, oppure la manifattura autoctona con le altrettanto famose bambole tradizionali giapponesi portafortuna: le Kokeshi.

Katane

Lungo i lati della fiera si incontravano numerosi stand di massaggiatori thailandesi, tutti impegnati nel fare il loro mestiere. 

Una parte molto suggestiva della fiera sono state le ricostruzioni dei monumenti simbolo dei vari paesi: dal Thai Mahal, al Buddha d’oro ma le mie preferite sono state la ricostruzione di un tipico villaggio giapponese e le statue di terracotta del primo imperatore cinese.

Il villaggio giapponese

Il villaggio giapponese era curato nei minimi particolari, ho ammirato una tipica casa con il tatami in bella vista, un ponticello situato in un classico giardino con tanto di carpe Koi (ovviamente finte) che sguazzavano, fino alla ricostruzione di un suggestivo Torii, il tradizionale portale giapponese che porta alle aree sacre. Tutto intorno all’area nipponica avevano sistemato degli stand con gli oggetti della cultura del sol levante: un’esposizione magnifica di ventagli colorati, gli immancabili bonsai e ancora vere armature da samurai.

I ventagli
Le armature dei samurai

La ricostruzione che ha suscitato in me più emozioni è stata quella dei guerrieri di terracotta del primo imperatore cinese. Questa è una parte della storia cinese che mi ha sempre affascinato. Trovarmi di fronte queste statue, anche se solo ricostruzioni, è stato elettrizzante, non posso nemmeno immaginare che spettacolo sarebbe trovarsi di fronte a quelle originali. 

I magnifici guerrieri di terracotta

Immancabili gli stand culinari che catturavano l’attenzione dei visitatori grazie ai profumi tipici della cucina orientale. I ristoranti indiani erano letteralmente presi d’assalto, come del resto quelli cinesi, thailandesi o cambogiani, naturalmente non potevano mancare i chioschi di sushi.

La fiera è famosa non solo per chioschi e bancarelle ma anche per le numerose iniziative che si sono susseguite per tutti i tre giorni della manifestazione.

Tre palchi erano stati montati, due rispettivamente ai due lati della struttura e uno al centro. Ai piedi di quest’ultimo si susseguivano le varie scuole di arti marziali occupate nelle più svariate dimostrazioni, dal Thai Chi al karatè al Kendo. Invece sui tre palchi si susseguivano spettacoli di tutte le arti del mondo orientale, dai cantori mongoli, alla cerimonia del tè giapponese alla vestizione del Kimono, alla danza dei leoni cinesi su pali. I due spettacoli che ho maggiormente apprezzato tra quelli che ho potuto vedere sono stati la dimostrazione del campione mondiale di Thai Chi cinese, che alla fine ha eseguito anche alcuni passi con la sciabola: davvero spettacolare, e i famosi ballerini di Bollywood indiani, che sono riusciti a far ballare anche il pubblico tra colori e musiche ritmate e coinvolgenti.

Era la prima volta che partecipavo ad un evento sul mondo orientale che amo e rispetto, e tanto ero entusiasta prima di andarci ancora più lo sono adesso che ho avuto la fortuna di viverlo, perciò consiglio a tutti di provare quest’esperienza indimenticabile dal momento che il festival si sposta in altre città ed è quindi facile poterne trovare uno vicino a casa.

Qui trovate il sito del Festival per poter organizzare al meglio la vostra visita.

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