Il Faro di Cordouan potrebbe diventare Patrimonio dell’Unesco

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Il Faro di Cordouan potrebbe essere il secondo a venire dichiarato Patrimonio dell’Unesco dopo quello di La Coruña, in Spagna. Ci troviamo tra l’Oceano Atlantico e l’estuario della Gironda, a 7 km da Verdon-sur-Mer e a 10 da Royan (Charente-Maritime).

Cos’è il Faro di Cordouan?

È soprannominato “il re dei fari”, ed è l’ultimo faro marino abitato in Francia. Da 400 anni troneggia con la sua torre conica di pietra chiara a segnalare l’ingresso del più grande estuario d’Europa. È stato costruito su un altopiano, che rivela sé stesso con la bassa marea, e circondato da uno spesso muro di pietra. In sostanza, il Faro di Cordouan si svela d’estate, e solo se il mare lo decide.


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Il re dei fari

I visitatori del faro sono sorpresi che non sia ancora stato annoverato tra i Patrimoni dell’Unesco, e che non si sia ancora riconosciuto il suo “eccezionale valore universale”. È raggiungibile con un battello, in bassa marea, e al loro arrivo i visitatori sono edotti sulla sua storia e sul valore patrimoniale del luogo. Per fare questo sono presenti i suoi custodi, che abitano nel faro stesso. È di proprietà dello Stato, ma gestito dal Sindacato Misto per la sostenibilità e lo sviluppo dell’estuario della Gironda.

Un edificio ricco di storia

La sua è una storia nobile, in tutti i sensi. Fu voluto dal re Enrico III di Francia, perché sostituisse un’antica torre antincendio inglese. Costruito in seguito sotto Enrico IV, potenziato poi sotto Luigi XVI, venne inaugurato nel 1611 come “edificio commisurato al potere reale”. Qui, spiegano le guardie, lo scienziato Augustin Fresnel ha testato la sua lente, nel 1823. Da allora un simile dispositivo di lastre di vetro equipaggia tutti i fari del mondo.

Interni regali

L’interno del faro non è meno regale dell’esterno. La torre misura 67 metri, e l’ingresso si apre su un porticato a colonne con pietre decorate e mascheroni. Da qui partono 301 scalini, che portano fino in cima. Per arrivarci è necessario attraversare il cosiddetto “appartamento del re”, una cappella con ampie vetrate e pavimento in marmo, e infine prendere una scala a chiocciola. Dalla sua sommità è possibile godere di una vista a 360°, da Soulac-sur-Mer a La Palmyre.

Verso l’aggiunta a Patrimonio dell’Unesco

Proprio in vista dell’evento, il faro è stato rimesso a nuovo per apparire al meglio. È stato rinforzato il viale d’accesso, sono state recuperate le pietre consumate dal sale ed è stata restaurata la cappella. Dal 2019 a oggi si sono succeduti muratori, tecnici di cordata, scultori e scalpellini, per un totale di 2 milioni di euro spesi dalle Autorità locali e statali. Ma l’inserimento nella lista sembra scontato: il minimo, per un luogo simile.