Il dollaro si rafforza, l’oro non è più un asset sicuro e la Cina trema: la tempesta perfetta

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Il dollaro si rafforza

Il dollaro si rafforza: è ai suoi massimi dopo venti anni. Mentre l’oro, il tradizionale bene rifugio, perde il suo splendore. Poiché una forte inflazione statunitense, l’aumento dei tassi della Federal Reserve e l’indebolimento delle prospettive economiche globali hanno guidato la domanda di rifugio sicuro per il biglietto verde. Mentre i mercati delle criptovalute, che commerciano 24 ore su 24, hanno avuto un weekend tranquillo dopo le turbolenze della scorsa settimana. Guidate da TerraUSD. Una cosiddetta stablecoin, che ha rotto il suo ancoraggio al dollaro. Il bitcoin è stato scambiato l’ultima volta a circa $ 29.647. In calo di oltre il 5%. Dopo essere sceso a $ 25.400 giovedì, il livello più basso da dicembre 2020.

Il dollaro si rafforza: cosa sta accadendo?

Paradossalmente a rischiare di più è la Cina. Poichè l’aumento dell’inflazione, la guerra in Ucraina e il lockdown più rigoroso da zero COVID-19 a Pechino e Shanghai, hanno lasciato gli investitori incerti su molti punti. In Cina i dati sul commercio mostrano che le importazioni sono state piatte ad aprile. E le esportazioni sono aumentate del 3,9%. Un po’ meglio del previsto, ma si è rivelato di scarso aiuto per lo yuan. Che è stato trascinato a un nuovo minimo dopo 18 mesi. Di 6,7260 per dollaro. A causa dell’inasprimento dei blocchi a Shanghai. Lo scalo containers più importante al mondo. 

In Europa?

Guardando al clima macroeconomico, le prospettive non sembrano buone. Una crescita molto più debole e un’inflazione molto più elevata peggiorata con la crisi energetica in Europa, lasciano la BCE di fronte a una delle sfide politiche più difficili. Intanto il segretario americano al Tesoro Yellen, farà un viaggio in Europa in questa settimana. In vista del G7 dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali. Anche al fine di rimettere in sesto l’accordo fiscale globale incontrando i suoi omologhi a Varsavia, Bruxelles e Bonn. Il nodo risiede nel fatto che la Fed e le altre banche centrali che stanno attuando politiche anti-inflazione possano adattarsi troppo lentamente a un panorama che è in rapidissima evoluzione. “La guerra sta avendo un impatto al di là dell’Ucraina ed è una cosa di cui siamo molto preoccupati. Temo che abbiamo una crisi globale nelle nostre mani” ha affermato Janet Yellen.