Il disarmo dell’Ira inizia il 23 ottobre 2001 per «salvare il processo di pace»

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Irlanda del Nord: il 23 ottobre 2001 inizia il disarmo dell'Ira.

Il 23 ottobre 2001 rappresenta una data storica per le trattative di pace tra l’Irish Republican Army (Ira) dell’Irlanda del Nord e la Gran Bretagna. Quel giorno, infatti, arrivò l’annuncio ufficiale dell’inizio delle operazioni di disarmo da parte dell’organizzazione paramilitare. La conferma giunse in serata anche dalla commissione internazionale per il disarmo della Nord Irlanda, la quale sottolineò che già si era provveduto allo smaltimento di una gran quantià di «armi, munizioni ed esplosivi». L’allora premier britannico Tony Blair intervenne prontamente per evidenziare che si trattava di un’azione determinante, definendola «un passo di significato storico, un atto coraggioso».

A tre anni di distanza dalla sottoscrizione degli accordi del Venerdì Santo, dunque, l’Ira decise di dare il via libera a quest’operazione per sbloccare una volta per tutte il processo di pace. Lo smantellamento dell’arsenale sarebbe stato senza ombra di dubbio (secondo i responsabili dell’organizzazione nordirlandese) «completo e verificabile».

Il 23 ottobre 2001 parte il disarmo dell’Ira.

Significativo fu il comunicato ufficiale firmato P. O’Neil (la siglia che i leader dell’Irish Republican Army hanno sempre usato per autenticare i documenti di una certa rilevanza) nel quale si affermava che il gruppo armato, che per circa trent’anni si era impegnato in una dura battaglia contro la sovranità britannica sulle sei contee nordirlandesi, aveva cominciato a mettere fuori uso le proprie armi, nel rispetto di quanto stabilito nel mese di agosto del 2001 dalla commissione internazionale per il disarmo guidata dal generale canadese John de Chastelain.

L’Ira definì il disarmo: «Un gesto senza precedenti»

Il testo stilato dall’Ira ricordava che il programma varato dalla commissione era stato attuato «per salvare il processo di pace». Tuttavia, si obiettò che l’organizzazione paramilitare non aveva spiegato precisamente con quali modalità avrebbe provveduto a far sparire i suoi armamenti. Stando ad alcune indiscrezioni (mai confermate dal gruppo armato) i depositi presenti tra l’Ulster britannico e i confini della Repubblica d’Irlanda sarebbero stati sepolti da copiose colate di cemento che avrebbero reso impossibile a chiunque poter recuperare le armi.

L’Irish Republican Army ribadì ancora una volta che il suo era un gesto «senza precedenti» per far sì che si potesse arrivare ad una pace duratura e per dare una dimostrazione tangibile: «Delle nostre genuine intenzioni». Inoltre P. O’Neil volle spazzar via qualsiasi dubbio su eventuali resistenze da parte di alcuni volontari o sostenitori dell’organizzazione. Questo era un chiaro riferimento ad alcune correnti interne che avevano protestato contro le intenzioni dei guerriglieri nordirlandesi. Anche il movimento nazionalista repubblicano non aveva appoggiato questa scelta.

Gran Bretagna: le conseguenze del disarmo dell’Ira nordirlandese.

Grande soddisfazione per il leader di Sinn Fein, Gerry Adams, colui che aveva avuto la capacità di spostare la battaglia dell’Ira dallo scontro armato a quello politico. Questi aveva lanciato un appello pubblico all’organizzazione paramilitare, affinché si adoperasse per svuotare una volta per tutte i suoi arsenali.

Quarant’anni fa l’Ira fece tremare Bruxelles

Il disarmo dei guerriglieri cattolici diede una svolta importante nel processo di pace, evitando anche che le autorità politiche della provincia potessero crollare. David Trimble, il leader unionista moderato che nel luglio del 2001 aveva rassegnato le proprie dimissioni, rinunciando all’incarico di primo ministro per protestare verso la contrarietà all’annullamento delle armi, dopo aver appreso dell’importante decisione dell’Ira comunicò che si sarebbe attivato per fare in modo che il suo partito rientrasse nell’alleanza di governo.

Trimble convocò una riunione dell’Unionist Party, manifestando l’intenzione di chiedere al partito di tornare a far parte dell’esecutivo dell’Irlanda del Nord. In questo modo sarebbe stato più agevole guidare le istituzioni verso le elezioni di un nuovo primo ministro e di un vice.