Il cuculo: da solo in un viaggio tra mari e dune di sabbia

Il giovane cuculo riesce a trovare la strada per l'Africa anche da solo, senza la guida di genitori o altri simili che possano mostrargli la strada giusta.

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Il cuculo, come altre specie di uccelli, compie ogni anno migrazioni lunghissime per spostarsi dai luoghi in cui si riproduce a quelli in cui trascorre l’inverno.

Tale migrazione, nella quale devono attraversare immensi ostacoli come mari e dune di sabbia, avviene dall’Europa all’Africa e viceversa.

Non volano in stormi, ma gli individui viaggiano da soli e migrano da soli anche i giovani individui, che effettuano questi lunghi spostamenti per la prima volta, senza la guida dei genitori o di esemplari adulti.

Ci si chiede, dunque, come facciano a trovare la strada per arrivare alla loro meta annuale.

La strada giusta

Un esperimento sembra chiarire qualche dubbio.

Alcuni individui sia adulti che giovani dell’Europa centrale sono stati catturati e spostati in zone dell’Europa orientale. L’obbiettivo era vedere se sarebbero stati ugualmente in grado di ritrovare la strada per l’Africa.

Il monitoraggio di questi soggetti ha mostrato che i giovani, in viaggio per la prima volta, sono riusciti senza problemi a raggiungere la loro meta finale, come gli adulti, o per lo meno a volare nella direzione corretta.

Orientamento innato

A quanto pare questi uccelli sembrano possedere un sistema di navigazione innato, simile a quello presente in alcuni animali marini che compiono lunghe migrazioni.

L’ipotesi più accreditata sembra essere quella dell’utilizzo del campo magnetico terrestre per ritrovare la giusta rotta.

Anche le tartarughe marine si affidano ai campi magnetici della terra per ritrovare i siti di nidificazione

In questo modo anche i giovani cuculi che migrano per la prima volta possono raggiungere la loro destinazione senza la guida degli esemplari più esperti.

L’uccello parassita

Come molti sanno la particolarità di questa specie è quella di deporre le proprie uova nei nidi di specie differenti dalla propria.

Una volta nato, il pulcino di cuculo si sbarazza dei suoi fratellastri facendoli cadere fuori dal nido. Così facendo la madre adottiva dedicherà esclusivamente a lui le sue attenzioni.

Man mano che cresce il piccolo cuculo supera le dimensioni dei genitori adottivi in quanto le specie bersaglio parassitate dal cuculo sono solitamente pispole e cannaiole.

Questa strategia riproduttiva permette al cuculo di risparmiare le energie che sarebbero state impiegate per allevare la propria prole, lasciando il compito a qualcun’altro.

Dunque i giovani cuculi non conosceranno mai i loro genitori biologici, ma nonostante questo la loro bussola interna permette loro di sapere sempre qual’è la giusta strada da seguire contando esclusivamente sulle proprie forze.

Il canto del cuculo

In questo LINK è possibile ascoltare il verso del cuculo. Sicuramente già sentito più volte in questo periodo per chi vive in aree agricole o montane.

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