Il cratere lunare del lato buio

Il cratere Giordano Bruno della Luna affascina sempre gli studiosi

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Il lato oscuro della Luna cela aspetti difficilmente visibili se non in particolari condizioni, e comunque solo parzialmente.

In particolare, il cratere Giordano Bruno, che prende il nome dal famoso filosofo, è quello che più di tutti attira e ha attirato l’attenzione di studiosi per secoli.

Oggi, osservato dall’orbita, esso appare al centro di una raggiera simmetrica di materiali espulsi, che si estende per oltre 150 km.

Ma i moderni strumenti, uniti al risultato di studi portati avanti per secoli da chi ci ha preceduto, consentono di acquisire informazioni importanti.

Pensiamo, invece, a cosa accadde il 18 giugno 1178.

Quella sera, poco dopo il tramonto, cinque monaci a Canterbury videro due corni di luce nella regione lunare in ombra.

Le moderne teorie, alla luce degli studi condotti, prevedono che alla creazione del cratere, si potrebbe essere sollevata della materia fusa dalla superficie della Luna, durante la fase dell’impatto.

Questa teoria coinciderebbe con la descrizione fatta dai monaci proprio sul lato oscuro. Si potrebbe, quindi, supporre che gli stessi avessero assistito alla sua nascita.

A conferma di ciò ci sarebbe anche la spettacolare raggiera cui si accennava prima, tipico di formazioni recenti.

Altri studiosi, invece, contestano la datazione recente, adducendo che un simile impatto avrebbe portato una tempesta di meteore anche sulla Terra, di cui però non c’è riferimento da parte di astronomi Europei, Cinesi, Arabi.

Secondo questa teoria, i monaci avrebbero infatti assistito ad una meteora che esplodeva in direzione della Luna.

Ma, allora, i racconti apocalittici di Gervasio di Canterbury, a cosa si riferivano?

Letteralmente scriveva il monaco e cronista inglese: “Cinque monaci videro la parte superiore della Luna improvvisamente dividersi in due: dal punto medio della divisione è comparsa una torcia fiammeggiante, sputando e vomitando, a considerevole distanza, fuoco, brace e scintille… Poi la Luna continuò a contorcersi, per tornare al suo stato attuale. Questo successe una decina di volte”.

Probabilmente le diatribe tra studiosi al riguardo non sono ancora terminate e ciascuno continua a portare avanti la propria tesi, sulla base di studi scientifici sempre più approfonditi.

Non ci resta quindi che attendere i futuri studi al riguardo.

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