Il Covax in Bosnia Erzegovina deve ancora ingranare

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In Bosnia ed Erzegovina il numero dei morti per Covid è aumentato vertiginosamente. Secondo i dati di Our World in Data dal 1 marzo in poi fino ad oggi 15 aprile. La Bosnia Erzegovina ha deciso di affidarsi al meccanismo dell’Oms: il Covax.

Che cos’è il meccanismo Covax?

E’ l’iniziativa lanciata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per garantire l’accesso al vaccino a Paesi con medio-basso reddito. L’Unione Europea è uno dei principali donatori di vaccini insieme a Germania e Stati Uniti. Il calendario dell’arrivo dei vaccini era: il 23 marzo 24.300 dosi del vaccino Pfizer, il 29 marzo 36mila dosi del vaccino AstraZeneca a cui ne seguiranno altre 76mila il 22 aprile. La popolazione bosniaca è di 3 milioni e 300mila abitanti e le vaccinazioni vanno a rilento.

Covax e Bosnia Ervegovina

Le autorità hanno avuto la lungimiranza di garantire che le persone più a rischio e più vulnerabili siano vaccinate per prime. In particolare gli operatori sanitari e altri operatori in prima linea, poi anziani e persone con morbilità. La dottoressa Ingrid Macdonald, coordinatrice delle Nazioni Unite in Bosnia Erzegovina, ha affermato che “il COVID-19 è un problema globale e COVAX è una soluzione globale. Alla fine ne trarranno beneficio miliardi di persone in tutto il mondo.


Balcani e NATO?


Critiche al meccanismo Covax

Le autorità bosniache sono state aspramente criticate per aver scelto di affidarsi al meccanismo Covax, ritardando così l’avvio della campagna di vaccinazione. Inoltre gli ospedali, a metà marzo, hanno lanciato l’allarme del vertiginoso aumento dei contagi e la mancanza di posti letto negli ospedali. Il Centro clinico dell’Università di Sarajevo (KCUS) dispone di un limitato numero di respiratori per i malati più gravi di Covid. Il problema, come dichiarato dall’attuale ministro degli affari civili Ankica Gudeljević, il 25 marzo, è che i vaccini devono arrivare il prima possibile per migliorare la situazione epidemiologica del paese.

La realtà dei numeri

In Bosnia Erzegovina nell’ultimo anno sono stati registrati 150mila casi di corona virus e 5500 decessi. Dall’aggiornamento del 7 aprile 2021 del sito ministeriale italiano, Viaggiare Sicuri, viene riportato che le autorità della Bosnia Erzegovina hanno dichiarato lo stato di disastro in risposta all’emergenza sanitaria causata dalla pandemia. Perciò hanno predisposto nuove misure sanitarie di contenimento dei contagi giornalieri. Gli aeroporti hanno riaperto al traffico passeggeri ma alcune compagnie non lo hanno riattivato a causa, appunto, l’aumento del numero di contagi. L’accelerazione dei contagi è iniziata dal mese di giugno 2020 con l’allentarsi delle misure restrittive nel paese balcanico.


Numeri del Covid nel Paese


Nessuno è al sicuro finché non siamo tutti al sicuro

“Nessuno di noi è al sicuro finché non siamo tutti al sicuro” è l’idea alla base del programma Covax. Ossia quella di fornire accesso globale alla vaccinazione. Gli stati membri dell’OMS sono stati divisi in due gruppi. Uno è composto da 98 paesi più ricchi, che stanno finanziando forniture di vaccini sovvenzionate o gratuite per i 92 paesi più poveri. La Germania è uno dei maggiori benefattori del programma COVAX, fornendo quasi 1 miliardo di euro (1,19 miliardi di dollari) di finanziamenti secondo quanto riportato dal Deutsch Welle.

La solidarietà per la Bosnia è già in corso

Nell’articolo del Deutsche Welle, dell’11 aprile, Sonja Weinreich, responsabile delle questioni sanitarie presso Bread for the World (un’agenzia di soccorso gestita dalle chiese protestanti in Germania) afferma che “il problema è che non ci sono molte più dosi di vaccino disponibili perché l’UE e gli Stati Uniti se ne sono già assicurate la grande maggioranza. Quindi questo meccanismo non è stato in grado di prendere piede correttamente perché questa solidarietà semplicemente non esiste.” Però l’idea di fondo del Covax è l’interesse della salute globale, si deve creare quindi un’immunità di gregge contro il corona virus, anche tra le persone che vivono negli angoli più remoti della Terra.

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