Il corpo elettrico: il futuro del femminismo è intersezionale

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Il corpo elettrico

Negli ultimi anni si sta cominciando a dare spazio ai giovani. Anche se non sempre gli adulti o chi è al potere li ascoltano. In particolare, i giovani si stanno aprendo sui temi sociali. Come, per esempio, la parità di diritti. Oppure le discriminazioni. O, anche, l’ecoattivismo. È importante e necessario ascoltare le loro voci. Proprio com’è successo durante la presentazione del libro “Il corpo elettrico“. Dove il femminismo delle vecchie ondate ha incontrato il nuovo femminismo.

Cosa c’è da sapere su “Il corpo elettrico“?

Il libro di Jennifer Guerra è sul mercato da quasi un anno. “Il corpo elettrico. Il desiderio nel femminismo che verrà” è infatti uscito l’11 giugno 2020 ed è edito da Tlon. Di cosa tratta il libro? “Il corpo elettrico” è un saggio femminista. Nel quale Jennifer Guerra ripercorre un po’ la storia del femminismo, dando però voce anche ai movimenti femministi più recenti. Recuperando i concetti cardine del movimento femminista. In particolare, il saggio si sofferma sulla rivendicazione del corpo femminile. Una rivendicazione non solo culturale, ma anche politica. Si tratta dunque anche del tema dell’autocoscienza femminile. Dell’importanza di riconoscersi nelle storie delle altre e degli altri. Perché i saggi femministi non parlano solo alle donne, ma anche agli uomini e alle persone che non si riconoscono nel binarismo di genere. Il femminismo descritto da Jennifer Guerra è infatti quello intersezionale.


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Di cosa si è parlato durante la presentazione?

Ieri, alle 18:30, sulla pagina Facebook del Centro Antiviolenza “Rompiamo il silenzio” è intervenuta Jennifer Guerra insieme a Rosy Paparella, attivista femminista. Oltre a loro, vi era Tiziana Schiavone, assessora del comune di Martina Franca. Paparella e Guerra hanno discusso, per l’appunto, del saggio “Il corpo elettrico“. Soffermandosi in particolare su alcuni temi molto importanti per il femminismo. Come, per esempio, il corpo femminile. O anche le mestruazioni. Inoltre Jennifer Guerra ha spiegato cosa l’ha spinta a scrivere il saggio. E, anche, perché si sia avvicinata alla causa femminista.

Connessioni con il passato e con Internet

Molti sono gli obiettivi portati avanti dal saggio di Jennifer Guerra. Uno dei quali riguarda il tentativo di unire le lotte femministe contemporanee a quelle precedenti. L’altro riguarda invece internet. Quest’ultimo differenzia il femminismo recente da quello storico. Proprio perché sempre più attiviste ne hanno fatto un mezzo per combattere le loro battaglie O anche per avvicinare più persone al femminismo. In particolare chi proviene da realtà molto piccole e non da grandi città. Internet permette di connettersi con gli altri Di conoscere le loro storie. Guerra stessa racconta della sua esperienza con il web e i social. Affermando che entrambi le hanno permesso di conoscere le storie delle altre donne. E, in un certo senso, di riconoscersi nei loro racconti. Non solo per quel che riguarda il femminismo, però. Anche per questioni di salute. Come per esempio le malattie ginecologiche.

La scelta del titolo

Perché il titolo scelto è “Il corpo elettrico“? La risposta si può trovare nel libro stesso. Jennifer Guerra è infatti partita da una celebre poesia di Walt Whitman. Il corpo femminile è al centro del saggio di Jennifer Guerra. Ancora oggi, infatti, si specula proprio su quest’ultimo. Si decide cosa possano fare o meno le donne col proprio corpo. Basti pensare alla questione dibattuta dell’aborto. Inoltre, spesso le donne vengono ridotte solo al loro corpo. Come per esempio quando le donne vengono sessualizzate. A detta di Guerra, uno dei punti fondamentali del femminismo è la rivendicazione del proprio corpo. Non c’è stato un tentativo di nasconderlo. Il femminismo lo ha trasformato in uno strumento politico. Il problema del corpo è poi collegabile alla questione delle persone transgender e non binarie. La cui identità non viene presa in considerazione. Riducendole dunque ai loro genitali.

La sfera naturale e ciclo mestruale

Durante la diretta, si è inoltre parlato della dicotomia tra sfera naturale e sfera intellettuale, spirituale. La prima è collegata alle donne. Mentre la seconda agli uomini. Ne sono nati dunque una serie di pregiudizi. Che hanno portato le donne a ricoprire ruoli di secondo piano. Questa dicotomia presenta un’incongruenza. Se le donne sono legate alla natura, perché le mestruazioni sono un enorme tabù? Tabù che le stesse donne alimentano. Infatti, negli USA si utilizzano gli assorbenti interni. Proprio perché nasconde il sangue alla vista. Le mestruazioni sono dunque un altro esempio di stigma legato al corpo femminile. Per secoli ci si è convinti che le mestruazioni siano qualcosa di impuro. Dando origine a dicerie di varia natura. Come quella circa l’appassimento del cibo. Eppure vi sono culture in cui le mestruazioni non sono segno d’impurità, ma l’esatto contrario.

Il corpo elettrico” è un saggio per tutti

Come già accennato, i saggi femministi non sono scritti solo per le donne. Il femminismo riguarda tutti. Anche gli uomini e le persone trangender o non binary. Soprattutto quando si parla di saggi sul femminismo intersezionale. La battaglia per la parità dei diritti riguarda tutte e tutti. Questo saggio è un buon punto di partenza. Oltre che un ottimo spunto di riflessione per chi già conosce le ideologie femministe. Inoltre, “Il corpo elettrico” racconta anche come Jennifer Guerra si sia avvicinata al femminismo. Cosa l’abbia spinta ad avvicinarsi alle sue battaglie. È possibile che qualcuno possa riconoscersi nel suo percorso. Non sentendosi in questo modo più solo o sola. Perché anche questo è il femminismo. Riconoscersi nelle storie degli altri e delle altre.