Lorenzo Baglioni sarà uno dei partecipanti in gara di Sanremo Giovanni che si presenterà sul palco di Sarà Sanremo, in onde il prossimo 15 Dicembre su Rai 1. Bisogna #spargereilverbo, che sembra essere diventato un nuovo # di tendenza per questo cantante che sta tentando la scalata per raggiungere il palco di Sanremo.

La particolarità di questo artista che PeriodicoDaily ha intervistato è che si presenterà con una canzone che difficilmente può trovare paragoni. Da sempre impegnato nel sociale con i suoi testi, la canzone che Lorenzo Baglioni ha deciso di presentare si intitola Il congiuntivo. Il testo si propone come il tentativo, molto ben riuscito, di spiegare con note divertenti le regole stesse che governano questo tempo verbale che ogni giorno crea problemi anche nel dichiararsi a qualcuno di amato. Nel video è molto divertente quando, su un bellissimo paesaggio costiero, il ragazzo porge alla donzella amata un cuore con scritto “se starei con te, sarei felice”.

Lorenzo però non è solo questo. Il suo impegno con il sociale è molto presente sui social, che usa molto per condividere il suo messaggio. Lo troviamo infatti spesso coinvolto anche pronto a trattare argomenti quali: il volontariato o la disabilità. Perché però continuare a parlarvi di lui, quando potete leggere quello che lui stesso ci dice a riguardo. Buona lettura.

Ciao Lorenzo! Grazie per l’intervista.
Ciao a te, e a tutti coloro che ci leggeranno.

Dimmi un po’: come sei nato? Come è nata l’idea di mettere in musica questi due differenti filoni tematici: le canzoni a sfondo sociale e quelle più a tema didattico?Intanto credo ci sia un comune denominatore tra queste due tipologie di canzoni. Ora vi spiego: io comincio a studiare chitarra classica da bambino, fino a quando non vengo folgorato dalla matematica e decido che diventerà la mia strada. Succede poi un altro cambio di rotta quando per caso non faccio un provino per un ruolo teatrale, mentre faccio il dottorato in matematica, e -non ci crederete mai- vengo scelto. Tutte le cose di cui ti ho raccontato però, ovvero la chitarra e la matematica, sono in qualche modo sempre insieme a me: la chitarra perché ritengo che la musica sia un mezzo di comunicazione tra i più efficaci; la matematica perché sono molto legato al mondo scientifico e quindi ho provato a raccontare la didattica della scienza in un format, che ho creato con mio fratello, in cui con le canzoni andavamo a spiegare dei concetti. I due filoni che hai detto tu sono collegati dalla volontà di raccontare in maniera differente delle realtà che sono presentate in maniera standard, sia che si parli di sociale sia di didattica. Spesso sono considerate aree pesanti; un po’ perché trattano argomenti difficili e dolorosi un po’ perché con la didattica ci si collega al fastidio di restare a scuola mentre in realtà si vorrebbe essere altrove. Quindi mi sono detto “Forse si sbaglia, il modo di comunicare. É possibile farlo in modo diverso? Per esempio collegando la musica e la comicità al messaggio che si vuole dare?” Quindi sono nati questi filoni, in cui con la musica e la leggerezza raccontano verità ma in maniera differente.

Quindi la scelta di una musica tanto leggera che accompagna le tue canzoni è fatta per contrastare questa pesantezza?
Più che leggera la musica, è forte il contrasto che si sente: Un certo pathos e una certa comicità stilistica legate a concetti che si è abituati a sentire freddi come la matematica o il congiuntivo. Sono alla fine regoline che si trovano all’interno di un libro. Se però le canti come se stessi cantando una storia d’amore magari triste, nasce subito una cosa strana: il contrasto ti dà la comicità che a me e mio fratello diverte molto, ed è bello che non siamo i soli ad esserne rallegrati.

Nell’ottica del motivo per cui fai musica, come credi possa il palco di Sanremo aiutarti, se credi che lo possa fare?
Innanzitutto, quando si ha qualcosa da dire, più persone ricevono il messaggio meglio è. Quindi innanzitutto è una grandissima vetrina in cui si fa vedere quello che si fa e quello che si vorrebbe fare. Io poi ci tengo anche un pochino al messaggio. Non c’è soltanto divertimento – che comunque deve esserci –  ma c’è una missione didattica. Non tanto perché credo che queste canzoni possano sostituire il metodo standard di lezione, ma perché queste possono ricordare come esista un modo per farlo diversamente, e non solo nel campo della didattica, ma un modo diverso di fare le cose nella vita. Quindi proprio cambiare punto di vista è parte del messaggio che voglio trasmettere, perché questo può rendere la stessa cosa completamente differente, se il ragionamento si applica a tutte le cose.

Cambiando punto di vista, si può affermare che tu sei proprio un colpo nell’occhio rispetto agli altri concorrenti che si presenteranno a “Sarà Sanremo”. ​ (Ti porterei lontano, Zamuner; Un vuoto al cuore, Nobile) Come valuti questa caratteristica: credi possa essere un punto di forza?
Beh… diciamo che ci sono entrambi gli aspetti. Dipenderà da come sarà percepito dalle tre giurie che ci saranno. É ovvio che sia un punto di forza la mia originalità. Sennò non l’avrei neanche presentata. Tuttavia stiamo al gioco. Siamo consapevoli di quello che cantiamo; che è strana e diversa rispetto a tutto quello che c’è. Ci sta che chi ci ascolta ne preferisca altre. Noi però ce la metteremo tutta per far sì che il messaggio arrivi e piaccia. Mi auguro si riesca ad arrivare a Sanremo.

Ora potete davvero capire chi è Lorenzo Baglioni. E questo ragazzo sembra anche molto fiducioso, avete visto cosa ha pubblicato sulla propria pagina Facebook?


Hai trovato l’ultimo componente del trio?
No! Facciamo un appello. Se qualcuno conosce un direttore di orchestra che di cognome fa “Baglioni”; noi lo prendiamo perché è cosi bella ‘sta cosa, che non ci interessa che sia veramente bravo. Lo prendiamo subito. Basta il nome.

 

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