Il confine europeo tra Polonia e Bielorussia è rovente

Il confine tra Bielorussia e Polonia sta diventando una zona di scontro a causa dei migranti che vogliono sfondare le porte d'Europa

0
642
migranti al confine europeo

In Europa c’è qualcosa che non funziona sia ai confini meridionali che quelli settentrionali. La questione migranti, malgrado i proclami elettorali e le continue promesse, è ancora in una situazione di stallo. A sud, i migranti giungono attraverso il Mar Mediterraneo ed il flusso è continuo nonostante l’arrivo dell’inverno. Invece, a Nord-Est, i migranti arrivano al confine europeo attraverso la “nuova rotta bielorussa”.

La situazione al confine europeo rappresenta uno scontro tra civiltà?

La situazione più grave al momento è in atto alla frontiera tra Polonia e Bielorussia. Si tratta del confine tra l’Europa, rappresentata dalla Polonia ultra-nazionalista, e i paesi dell’est sotto la sfera di influenza russa, come la dittatura con venature sovietiche di Lukashenko. In un contesto geopolitico più ampio il confine europeo tra Polonia e Bielorussia rappresenta la linea di separazione tra l’Occidente, Nato, e l’impero Russo circondato dai propri stati satelliti. Huntington, nel 1996, nel suo libro “Lo scontro tra le civiltà e il nuovo ordine mondiale” profetizzava che le battaglie del futuro si sarebbero consumate sulle linee di faglia tra le civiltà. E l’allora futuro preannunciato da Huntington è oramai divenuto realtà, nella rinnovata battaglia tra le due identità ben definite. Ossia quella occidentale europea e quella ortodossa di cui la Bielorussia è l’alfiere del proprio stato guida: la Russia.


Lukashenko minaccia l’Europa usando i migranti come proiettili


La tensione tra Europa e Bielorussia

Lo scontro di civiltà tra Europa occidentale e Bielorussia era già iniziato dopo la rielezione falsata di Lukashenko come Presidente, nell’agosto del 2020. Sin da subito, Lukashenko ha portato avanti una persistente campagna di repressione del dissenso e incarcerazioni arbitrarie degli attivisti pro democrazia. Come se non bastasse il regime di Minsk ha dirottato un’aereo di linea Ryanair, nel marzo 2020, con a bordo 126 passeggeri per arrestare il giornalista dissidente: Roman Protasevich. Mentre ad agosto, in risposta alle sanzioni europee il leader bielorusso ha minacciato l’Unione di usare i migranti come arma contro i paesi a sé limitrofi. Poiché tali paesi non sarebbero in grado di gestire una simile ondata migratoria al fine di mettere in crisi l’intero apparato di accoglienza europeo.

Cosa è successo al confine europeo?

La scheggia impazzita di Putin potrebbe provocare l’ennesimo incidente diplomatico tra Polonia e Bielorussia a causa della questione migranti. Oggi, infatti, le autorità polacche hanno accusato la Bielorussia di voler innescare un vero e proprio scontro alla frontiera di Kuznica Bialostocka. In un video condiviso dal servizio di blogging bielorusso, NEXTA, centinaia di migranti si sono riversati ad un passo dal filo spinato polacco che delimita il confine tra i due paesi. Di conseguenza le autorità polacche hanno mobilitato un grande numero di truppe per rispondere alla minaccia non armata. Il ministro della difesa polacco ha, difatti, dislocato più di 12000 truppe in risposta all’ingente numero di migranti schierati sul lato bielorusso.

L’accusa polacca

Il ministro degli esteri polacco, Piotr Wawrzyk, ha denunciato alla radio pubblica che: “La Bielorussia vuole provocare un grande incidente, preferibilmente con spari e vittime. Secondo i rapporti dei media, [i bielorussi] stanno preparando una grande provocazione vicino a Kuznica Bialostocka, dove ci sarà un tentativo di attraversamento di massa del confine”. Inoltre, nella giornata di oggi, sono stati avvistati dalle autorità polacche militari bielorussi “accompagnare” i migranti verso il confine.

La voce dell’opposizione

Anche la leader dell’opposizione bielorussa, Sviatlana Tsikhanouskaya, ha accusato le autorità bielorusse di aver aggravato la crisi al confine europeo. Ed ha sollecitato una risposta dell’Unione e delle Nazioni Unite alla minaccia innescata dalla Bielorussia. In un tweet la Tsikhanouskaya ha dichiarato che: “i migranti sono spinti al confine dell’UE da uomini armati”. E che “Il contrabbando di migranti, la violenza e i maltrattamenti devono finire”.

La contro-accusa bielorussa

Dal canto suo, il governo di Lukashenko ha più volte negato di aver generato una crisi migratoria alle porte d’Europa. E persino accusato l’Occidente stesso per gli attraversamenti e per i maltrattamenti dei migranti. In particolare, il governo di Minks ha criticato il governo di Varsavia di “atteggiamenti disumani” contro i migranti stessi. A sostenere Lukashenko nello scontro con l’Occidente ci pensa, invece, lo zio Putin per parola del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Quest’ultimo, oggi, ha difeso la buona gestione della questione migranti portata avanti dalla Bielorussia. Sostenendo che il paese sta prendendo tutte le azioni necessarie per agire legalmente.


Il quinto migrante muore nella zona di confine tra Bielorussia e Polonia


La guerra ibrida di Lukashenko

Questa forma di guerra ibrida usata dalla Bielorussia è la vendetta contro le sanzioni occidentali che stanno paralizzando l’economia del paese. Già a giugno, Lukashenko aveva annunciato che avrebbe allentato la sicurezza dei confini con l’area Schengen, lasciando campo libero all’immigrazione illegale e ai traffici, se le sanzioni non sarebbero state sospese. Però l’Europa non ha ceduto al ricatto dell’ultimo dittatore d’Europa. L’eccezionale ondata migratoria degli ultimi 4 mesi fa presumere che il regime di Lukashenko stia operando dietro le quinte per mettere in difficoltà i paesi a sé confinanti. Non “abituati” ad un simile flusso. Le autorità polacche, infatti, condividono le preoccupazioni europee secondo cui la Bielorussia sta incoraggiando i migranti del Medio Oriente e dell’Africa a varcare i confini europei attraverso la Bielorussia stessa. Anche, la Lituania, preoccupata, ha spostato ulteriori truppe al confine per contenere il passaggio dei migranti. Nel breve periodo potrebbe seguire le orme polacche dichiarando lo stato di emergenza. Infine, anche l’altra Repubblica baltica, la Lettonia che condivide la frontiera con la Bielorussia, ha dichiarato la situazione dei migranti come “allarmante”.

Il dramma dei migranti al confine europeo

Gli enti di beneficenza riportano che i migranti stanno affrontando un viaggio estenuante in condizioni disastrose dovute alla mancanza di cibo, acqua e cure mediche. Inoltre c’è ancora in corso una pandemia mondiale e sta arrivando l’inverno. E l’inverno bielorusso, polacco, lituano e lettone non è di certo l’inverno di Lampedusa, dove arrivano i migranti via mare. E tra un Mediterraneo già pieno di migliaia di corpi, molto probabilmente nei freddi boschi a nord potrebbero morirne a decine se non a centinaia. Parafrasando Hungtinton, ormai superato, lo scontro non è più tra civiltà ma tra inciviltà. Dove a pagarne le conseguenze sono costantemente i più deboli. Nella contesa tra Bielorussia e Polonia, già sette migranti sono stati trovati morti sul lato polacco del confine, con segnalazioni di altre morti in Bielorussia. E l’inverno è appena iniziato.