Qualche giorno fa ho avuto la fortuna e l’occasione di poter incontrare Sofia Zanonato, la fondatrice del Collettivo Pictor, la quale mi ha gentilmente concesso un’intervista.

Sofia Zanonato, dirigente del Collettivo

Parlando con lei mi ha impressionato quanto entusiasmo e quali valori comuni sono professati dal collettivo, in cui ogni artista che ne fa parte è un membro senza il quale lo spirito e la coesione del gruppo verrebbero denaturate. La forza dei giovani autori sta proprio nell’unità dei rapporti artistici e interpersonali che si vengono a formare in questa comunità il cui unico scopo è l’educazione alle arti grafiche e l’esportazione della cultura figurativa ad un pubblico il più ampio possibile, sia esso composto da profondi conoscitori della materia sia da profani che desiderano avvicinarsi a questo mondo. Oltre a ciò, il collettivo si propone di dare visibilità agli artisti che ne fanno parte aprendo prospettive collaborative o lavorative in quanto mezzo di comunicazione tra le realtà dell’area provinciale o extraterritoriale. Informandomi sulla pagina facebook del collettivo è stata pubblicata una frase che mi ha molto colpito e che vorrei proporre, proprio perché è grazie ad essa che si possono comprendere appieno gli ideali del progetto su cui si fonda il gruppo artistico:

Pictor è colui che disegna e colora. Questa parola deriva dal latino pingere che significa dipingere, disegnare e ricamare con fili di diverso colore. Noi siamo quei fili, ognuno di colore diverso e insieme creiamo quella rete!

Da questo motto si capisce come il solo e principale intento di ciascun artista, sia esso fumettista, pittore, illustratore, acquerellista, mangaka declinato al maschile e al femminile, sia volto essenzialmente a potenziare la propria personalità stilistica attraverso la forza che si raggiunge con l’interazione e il confronto.

Alessandro Enzo

Ognuno può esprimere se stesso dichiarandosi con la propria arte, supportato e sostenuto dalla versatilità che trova nei compagni. Insieme si può crescere e maturare, si può trovare e cercare se stessi senza perdere la propria identità ma anzi affinandola e accentuandola, senza dover sentire sottostimare l’arte che si trasforma in passione ad un mero esercizio di capacità, come se la materia artistica debba essere relegata al conformismo imperante laddove l’opera d’arte non si allineasse a ciò che i mercati impongono, quello stesso conformismo che fin troppo spesso declassa ogni campo creativo e ideativo a mera merce. Il collettivo vuole essere la soluzione a questi problemi, esempio quasi unico della temperanza di ragazzi impegnati che lottano contro i soprusi perpetrati nei confronti dell’arte. La realtà che hanno messo in piedi ci insegna come sia possibile far collimare passione e lavoro senza degenerare le essenze dell’una e dell’altro, e di come ancora sia viva e presente un’arte che rispetti il mercato e le esigenze della società senza per forza doversi sottomettere ai turpi sproloqui di un commercio dell’arte che non rispetti le esigenze ed i singoli bisogni espressivi degli artisti.

Elia Virgili, Autoritratto

Poiché tutti hanno il diritto di un posto al sole, pure chi è un sognatore, perché è anche grazie ai ragazzi del Pictor se uno squarcio d’armonia accompagna le giornate di tutti noi, operai, dipendenti, magazzinieri, artisti, insegnanti, ingegneri, politici, che sentiamo la necessità di possedere qualcosa di estremamente vero e reale ma inconsistente. Questa materia astratta che è la quintessenza delle nostre anime si chiama arte, senza di essa non esisterebbe l’uomo. Essa, come il collettivo, è quella unità che racchiude in sé l’umanità, è il porto sicuro dove ogni sentimento umano approda. Ma ora lascio la parola a Sofia, che saprà raccontare meglio di me, tappa per tappa, il percorso del Collettivo.

Sofia, che cos’è e come nasce il Collettivo Pictor?

Il Collettivo è nato dall’esigenza di creare una realtà a Padova dove artiste e artisti potessero esprimersi liberamente.

Vittorio Bustaffa

È stata una cosa molto emozionante vedere come questa esigenza che all’inizio pensavo solo mia, invece si è rivelata un’esigenza comune. Un giorno sono entrata in un negozio di fumetti a Padova dove si teneva un workshop di Vittorio Bustaffa, pittore e illustratore, docente della Scuola Internazionale di Comics di Padova. Allora ho provato a chiedere alle persone che partecipavano all’incontro se erano interessate a creare un gruppo di disegnatori e creativi delle arti visive, un posto dove potevamo confrontarci e magari organizzare degli workshop di disegno e arti grafiche, di copie dal vero e di nudo artistico con un modello o una modella. La risposta è stata subito sì, quindi da quel momento è cominciato tutto quanto e si è creata una sinergia bellissima.

Gianluca Bettio

E da allora siamo sempre andati avanti costruendo volta per volta varie attività. Prima ci trovavamo per disegnare insieme, poi abbiamo cominciato a cercare uno spazio e una volta trovatolo siamo partiti ad organizzare le sezioni di disegno dal vero con modello.

Perché la scelta del logo?

Il logo del Pictor è un ibrido di due animali, ci siamo immaginati un rospo e un pettirosso. Questo logo è stato realizzato dal disegnatore Marco Checchin. L’abbiamo scelto come mascotte del nostro collettivo perché rappresenta esattamente quello che siamo ovvero un ibrido composto da più personalità diverse e complementari. E’ bello vedere come ognuno di noi abbia una storia da raccontare, una propria ricerca artistica, e scoprire quanto diversi siamo, perché è questa la bellezza. Quindi tra di noi ci divertiamo a chiamarci pettirospi dal simbolo del nostro logo.     

Chi può entrare nel Collettivo?     

Il nostro gruppo comprende una fascia di età che va dai tra i sedici e i trentacinque anni all’incirca, quindi noi vorremmo essere un’opportunità e uno slancio soprattutto per i giovani, proprio perché questi sono gli anni in cui puoi comprendere che se ti piace il disegno e ti piace disegnare è il momento giusto di impegnarti per raggiungere il tuo sogno e arrivare al tuo obiettivo. Perciò ci focalizziamo soprattutto sui giovani e anche sui giovani adulti che lavorano già magari nel campo dell’arte.

Come funziona la vostra organizzazione?

Marcello Pettenuzzo

Il nostro è un collettivo molto aperto, nel senso che noi non diciamo di no a nessuno. Semplicemente quello che conta è una buona passione per il disegno e soprattutto avere cura del proprio lavoro, perché oggigiorno in un ambiente e una cultura forse troppo poco attenti alle arti figurative è molto difficile affermarci come artisti. Quindi crediamo che i nostri partecipanti, i nostri pictoriani, siano loro per primi coloro che credono in se stessi e nelle loro capacità e che credono nel progetto del collettivo. Perché se non fosse così il collettivo sarebbe già morto in partenza. È questo quello che vogliamo creare, una rete di persone che credono fortemente nella possibilità di trovare lavoro tramite la passione per il disegno, e quindi questo, secondo me, è il requisito fondamentale, crederci, credere in quello che si propone e avere rispetto per il proprio lavoro.

Esistono realtà come la vostra a Padova o la vostra è l’unica esistente allo stato attuale?

Che io sappia per ora sì, è l’unica di questo tipo soprattutto per quanto riguarda l’appoggio e l’accoglienza ai giovani.

Valerio Tomada

Ci sono molte associazioni artistiche però sono formate prevalentemente da adulti che vogliono imparare a dipingere o disegnare solo per hobby. Per ora la nostra è l’unica realtà di persone che vogliono avvicinarsi al disegno e di persone, che maturanti le loro capacità o già artisticamente formate, vogliono essere professionisti del disegno. La nostra però non è una scuola di formazione, questa è una cosa che vogliamo evitare. Noi vogliamo essere un collettivo e quindi un gruppo di persone che crede negli stessi valori e condividerli con più persone possibile. Per chi volesse entrare deve avere una certa manualità e una certa capacità artistica, però siamo aperti anche ad accogliere le persone che vogliono avvicinarsi al mondo del disegno. Come dicevo prima è molto importante crederci sempre e comunque perché, almeno personalmente, mi piacerebbe che ci fosse rispetto reciproco, e il rispetto secondo me si basa sul fatto di credere nel proprio lavoro e di conseguenza in quello degli altri come succede alle varie mostre presentando le opere di ciascuno.

Avete in programma altri progetti dopo la mostra che avete tenuto alla Fiera Campionaria di Padova in occasione del Centenario del festival?

Sofia Zanonato

La nostra prima mostra collettiva l’abbiamo organizzata ai Giardini dell’Arena di Padova, poi siamo stati invitati, sempre da Vittorio Bustaffa, a fare una mostra collettiva ad Arzignano vicino a Vicenza alla Biblioteca Civica. Questa presso la Fiera Campionaria è stata la nostra terza mostra ufficiale. In questa occasione abbiamo organizzato una dimostrazione di live painting, cioè un’esibizione di pittura dal vivo tenuta da alcuni ragazzi del collettivo. Per quanto riguarda le attività future ci piacerebbe organizzare dei workshop per condividere le nostre capacità e trasmettere la nostra passione per il disegno. Proprio qualche giorno fa è partito un workshop di Vittorio Bustaffa sul disegno e sulla pittura dove lui fornisce le basi per trovare una propria ricerca artistica personale.

Valeria Degli Agostini

Poi intendiamo proporre altri workshop di pittura grazie ai quali vogliamo diffondere le nostre capacità specifiche. Questo è il bello di un collettivo, ognuno di noi ha delle proprie capacità personali e ci piacerebbe che ciascuno di noi in qualche modo possa esprimerle e condividerle con gli altri e col mondo esterno, perché magari se prima una determinata qualità stilistica non apparteneva a un membro, attraverso il collettivo questa persona può sviluppare una particolare capacità che non credeva di possedere arrivando così ad esprimersi al meglio. Dunque, in questi workshop ci piacerebbe che ciascuno di noi possa insegnare la propria visione dell’arte grazie alle diverse capacità che ognuno di noi padroneggia, ognuno ha la sua competenza che si propone di esprimere al meglio. Quindi al workshop di pittura presenzierà un nostro esponente che spiegherà la sua materia, perciò ogni pictoriano insegnerà la propria arte.

Siete in contatto con altri collettivi artistici simili al vostro di altre città?

Collettivi simili al nostro no, però stiamo collaborando molto con i collettivi di riqualificazione urbana nel quartiere dell’Arcella dove abbiamo un’altra sede del collettivo. È uno spazio che ci è stato dato grazie al progetto ArcellaGound allo scopo di riqualificare il quartiere valorizzando gli spazi in disuso. Ci hanno concesso questo locale in modo da farlo nostro e renderlo un luogo d’incontro adatto ad esprimere l’arte al massimo delle sue potenzialità.

Giorgia Oregio Catelan

Oltre ad ArcellaGround siamo in collaborazione con altre associazioni di questo tipo come l’Associazione Artistica Gemma, oppure la Cooperativa Sociale Il Sestante. Abbiamo partecipato anche a workshop e laboratori del progetto Donne nell’arte, l’arte delle donne del Circolo Olol Jackson dell’Arcella che erano finalizzati all’integrazione rivolta alle donne migranti.

Gianluca Bettio

A rappresentare il collettivo sono state tre nostre ragazze, ognuna di loro ha condiviso la sua tecnica con altri artisti e con le migranti. Il nostro obiettivo è quello di puntare chiaramente sull’ambito prettamente artistico rivolgendoci anche ai valori d’impegno sociale e civile che trasmettiamo attraverso il nostro sapere, il nostro impegno e la nostra arte. Le collaborazioni di riqualificazione urbana sono state infatti delle bellissime esperienze in cui si è dato e ricevuto tanto. Spero che in futuro faremo altre collaborazione di questo tipo e spero anche che ci siano collaborazioni con futuri collettivi che nasceranno, perché io penso che queste collaborazioni siano opportunità davvero molto importanti che facciano rafforzare la rete che vorremmo creare.

Sofia tiene a ringraziare, oltre a Vittorio Bustaffa, tutti i ragazzi del Collettivo i quali con lei stanno intraprendendo l’avventura che insieme, pezzo dopo pezzo, condividono e costruiscono con operosità e spirito d’iniziativa, in particolare i componenti del consiglio, Gianluca Bettio, Valerio Marco Tomada, Elia Virgili, Federica Manna, Giuliana Capasso, Valeria Degli Agostini, Alessandro Enzo, Marcello Pettenuzzo, Tazio Bettin, Giorgia Oregio Catelan, Carolina Sorgato, Antonio Zoppini, Arien Millares, Eleonora Dianin, Giacomo Filippo Fracanzani, Sofia Battisti, Lisa Daniele, Ludovica Puca, Alberto Felicani.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here