Il cervo zombie

Salve cercatori del mistero e benvenuti.

Oggi vorrei parlare di un grande mistero, quello della malattia chiamata “l’infermità dei cervi zombie”.

Questa malattia, in verità, si chiama in un altro modo. Quello che succede, come già sapete, è che i mezzi di comunicazione le hanno dato questo nome per renderlo più sensazionale, ma in reltà si chiama “infermità del deperimento cronico”.

Questa rarissima malattia colpisce i cervi, gli alci, anche la cacciagione e altri animali. Quello che vediamo è la distruzione degli animali che si riempiono di tumori diventando ciechi. In molti casi questi poveri animali essenzialmente diventano un fagotto di carne ed ossa, dal momento che non riescono più a mangiare e non scappano dai pericoli. Perdono ogni sensibilità è semplicemente succede che questo cervi vagano senza meta, aspettando la morte.

La malattia colpisce il sistema nervoso e soprattutto il cervello, creando buchi e rendendolo spugnoso, qualcosa di molto simile alla malattia della mucca pazza, giacchè praticamente è la stessa cosa.

Qui però c’è un grande mistero: abbiamo questa malattia, bene, però il mistero arriva quando vediamo che il Centro di Prevenzione e Controllo delle Malattie degli Stati Uniti conosceva questa malattia già dal 2013 e sembra che non abbia fatto molta attenzione. Attualmente abbiamo una pandemia che riguarda non soltanto questi animali ma si è estesa per tutto il pianeta.

Vedete, questa pandemia mondiale interessa grandi aree negli Stati Uniti, Norvegia, Finlandia, Corea e anche Europa. Si dice che il 75 per cento degli animali siano ormai infetti e questo ha causato la pandemia dappertutto nel mondo. La malattia che soffrono questi animali non è causata da un virus, nemmeno da un batterio, è provocata da un prione.

Che cos’è un prione? E’ una specie di proteina che piega su se stesse le cellule dell’ospite e fa si che queste pieghe producano errori. Quando un cervo viene infettato da uno di questi prioni, si generano errori nella riproduzione delle cellule.

La manifestazione può essere innescata dopo tre, quattro o cinque anni. Ci sono cervi che hanno manifestato gli errori dopo 7/8 anni. E’ estremamente lungo il processo con cui si manifestano questi disturbi, però una volta che si manifestano non si può fare più nulla, assolutamente nulla, è incurabile. Questo la rende pericolosa nel caso che a un certo punto attraversi la barriera delle speci e colpisca gli umani. Vedete, in laboratorio si è potuto dimostrare, in una capsula di Petri, come le cellule umane vengano infettate dai prioni che provocano la malattia dei cervi zombie. Vale a dire, si è potuto comprovare che noi possiamo essere infettati da questa malattia. Sono stati fatti anche altri esperimenti. Hanno costituito un gruppo di diverse scimmie e hanno dato loro da mangiare carne di cervo con questa malattia. Dopo tre mesi questi primati sono rimasti infetti dalla malattia del cevo zombie. Questo è importante perché in qualche modo può oltrepassare in qualche momento la barriera delle speci. Gli effetti arrivano nel corso degli anni, è probabile che molta gente oggi sia infetta. Esiste una pandemia latente in molte persone, nell’essere umano come specie e solo saranno gli anni che diranno se veramente siamo infettati e contagiati da questa malattia e questo vale per tutti quelli che hanno mangiato carne di cervo o sono stati in contatto con questi animali infetti.

Michael Osterholm, che è quello che investìgò sul caso della mucca pazza, che portò a infettare più di 200 persone, dice che effettivamente fra alcuni anni si vedrà se noi umani siamo stati infettati e aggiunge che la malattia è importante, che potrebbero esistere casi molto vasti di infezione, molto più di quelli che si pensa. Ma cosa vuol dire molti casi di infezione per quest’uomo, giacchè, dopo avere appurato che il morbo della mucca pazza infettò piu’ di 200 persone per lui era una casistica molto espansa della dell’infermità?

Michael Ostherholm

Bisogna solo sperare. Si raccomanda di non mangiare carne di cervo in nessuna parte del pianeta, potrebbe essere infetta senza saperlo. Come abbiamo detto, non esiste ancora una cura possibile e questo innesca molte domande. La prima è: bisogna essere realmente preoccupati per una pandemia non riguardante in particolare questa malattia ma qualche altra? Pensiamo che l’essere umano sarà qui per 10, 100 milioni di anni, però improvvisamente potrebbe essere colpito da una malattia incurabile che affetta centinaia di milioni di persone.

Non so se ricordate la peste nera o l’influenza spagnola, l’essere umano fu al punto di estinguersi e questo potrebbe succedere in qualche momento dato. Stanno insistendo sul fatto che non è nuova, nel 2013 già stavano facendo studi, però era già stata rilevata 1960. E’ qualcosa che non è spuntata fuori dalla sera alla mattina e quindi sono nate delle preoccupazioni, perché vediamo che il Cntro di Controllo e Prevenzione delle Malattie, sta dando oggi lo stesso peso a questa malattia che nel 1960. Abbiamo una pandemia.

Il grafico dell’ infezione è abbastanza allarmante. Vediamo che si è diffuso soprattutto negli Stati Uniti, in molti altri stati e parti del mondo. Potrebbe quindi oltrepassare la barriera delle speci o averlo già fatto? Senza dubbio sì, come abbiamo visto con i due esperimenti dei primati e della capsula di Petri, sì che è possibile.

Essenzialmente questo è quello che si sta dicendo ora, proprio sulla malattia dei cervi zombie. Insisto, non sono zombie, come ci hanno fatto credere i titoli dei giornali, è una malattia rara che genera tumori e la degenerazione del cervello, quindi dobbiamo stare attenti se ci troviamo ad avere a che fare qualche cervo, alce o cacciagione libera per i boschi dobbiamo.

Il mistero è servito, ora tocca a voi riricercare, e, come sempre, un caro saluto e arrivederci alla prossima.

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