Il CERN scopre un nuovo tipo di particella: il tetraquark

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Il CERN

Il CERN ha scoperto un nuovo tipo di particella che non è mai stata vista prima. Il progetto Large Hadron Collider Beauty ha, infatti, individuato la particella dei quattro quark, chiamata appunto tetraquark. Si tratta di una scoperta che potrebbe aiutare a rivelare informazioni importanti sugli elementi costitutivi di tutta la materia.

Il CERN: cosa sono i quark

I quark si aggregano insieme in particelle composite note come adroni, che includono protoni e neutroni. Gli scienziati sperano che la nuova scoperta di una particella formata da quattro tipi specifici di quark mostrerà come i quark si uniscono per creare quei composti che, a loro volta, formano la materia che ci circonda. I quark, di solito, si combinano in gruppi di due o tre quando formano adroni. Gli scienziati avevano, però, predetto che era possibile che esistessero adroni costituiti da quattro o cinque quark. Gli esperimenti negli ultimi anni hanno permesso di trovarli.

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Il CERN: l’importanza della scoperta

“Le particelle composte da quattro quark sono esotiche. Quella che abbiamo appena scoperto è la prima a essere composta da quattro quark pesanti dello stesso tipo, in particolare due quark di fascino e due antiquark di fascino”, ha detto Giovanni Passaleva portavoce della collaborazione LHCb.
“Fino ad ora, l’LHCb e altri esperimenti avevano osservato solo tetraquark con al massimo due quark pesanti e nessuno con più di due quark dello stesso tipo.”

Il CERN

“Gli scienziati saranno ora in grado di utilizzare la particella incredibilmente insolita per testare teorie più ampie su come i quark si combinano, su scala molto piccola, per creare tutto ciò che ci circonda”. Questo è quanto ha affermato Chris Parkes, dell’Università di Manchester, che sta assumendo il ruolo di portavoce del collaborazione. “La scoperta di oggi apre un altro entusiasmante capitolo di questo libro scientifico. Ci permette, infatti, di studiare la nostra teoria delle particelle di materia in un caso estremo. Questa particella è proprio un caso estremo. Si tratta di un adrone esotico, contenente quattro quark anziché i due o tre nelle particelle di materia convenzionale. Inoltre, è il primo a contenere quark pesanti “.

Un modo per testare le teorie

Lo studio di un sistema estremo consente agli scienziati di verificare le teorie. Attraverso lo studio di questa particella si testerà la teoria sulla combinazione dei quark. Gli scienziati, dunque, potranno comprendere meglio la forte interazione che lega i protoni, i neutroni e i nuclei atomici che formano la materia. Di conseguenza, saranno anche in una posizione migliore per capire se i processi appena osservati fanno parte della fisica nuova, non ancora scoperta, o sono solo una conseguenza inattesa della conoscenza in nostro possesso.

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