Il centenario del Pci per riflettere sui valori comuni

Un partito che ha segnato la storia del Novecento e oggi è diventato più democratico e moderato

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centenario del Pci
Il logo del nuovo Pci

Per la politica italiana il 21 gennaio 1921 è una data importante, il Congresso di Livorno da cui nasce il Partito comunista italiano. Un secolo di impegno sociale a favore della classe operaia, di relazioni internazionali e progetti di cambiamento più o meno attuati. Il centenario del Pci permette di fare il punto sulla situazione del paese.

Perché ricordare il centenario del Pci?

All’interno di questa forza politica hanno militato nomi come Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti, Enrico Berlinguer. Ha segnato la vita civile e sociale italiana per 60 anni, fino al 1991 quando si scioglie. Accolgono la sua eredità, ma in forme moderate, Rifondazione comunista e il Partito democratico di sinistra. Infatti, i valori di libertà e uguaglianza e la lotta ai pari diritti sono ancora attuali oggi. Nel 2016 euroscettici, comunisti e marxisti istituiscono il nuovo Pci che si oppone al capitalismo e al dominio di pochi ricchi. Si presenta alle elezioni politiche del 2018, sostenendo Potere al popolo, ma non raggiunge la soglia di sbarramento.

La storia

La scissione dal Partito socialista degli anni Venti connota il Pci come un gruppo rivoluzionario che contrasta il potere borghese. Proprio la linea dura adottata seguendo i 21 punti di Mosca ne provoca la soppressione nel 1926 da parte del regime fascista. Lo sguardo all’Urss e alla dittatura proletaria non è una proposta attuabile in Italia e ciò frena l’iniziativa del gruppo. L’Internazionale comunista si oppone nei primi tempi al fascio, ma il patto Molotov-Ribbentrop del 1939 manda in crisi il sistema. Infatti, l’unità d’intenti del Pci si incrina proprio per l’accordo tra socialisti e nazisti. Dal dopoguerra il partito si allinea alla corrente democratica, mantenendo comunque i rapporti coi lavoratori.

Le contraddizioni del partito

La critica principale al Pci è di essere troppo dipendente dall’Unione sovietica e di non avere la forza di muovere le masse. La Resistenza ha sempre trovato opposizione e le scelte all’estero, in Slovenia e durate la Guerra fredda, sono opinabili. Insomma, il Partito comunista propone ideali e azioni politiche poco fattibili che avvantaggiano solo una minoranza.

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