Accolta  con schietta ospitalità dal club Unesco Tropea l’ultima fatica dell’illustratore  “della regina Elisabetta” Paul Draper.

Una veduta spaziale  di Tropea conservata nella sua struttura medievale  prima che il terremoto del1782   la devastasse su larga scala. Una ricostruzione certosina tra realtà architettonica e immaginario. Quel  tanto per dare spessore all’attualità e al carattere  architettonico  di Tropea. Per la realizzazione dell’opera ogni particolare è stato curato e studiato meticolosamente.  1900 foto di palazzi, piazze, portali, finestre sono state scattate.

  Draper si è impegnato nel progetto del’opera per più di 8 anni, dalla griglia dell’architettura, al rilievo e la progettazione urbana vista dal’alto.  La ricerca di informazioni storiche è stata molto approfondita, sono state usate carte di ingegneri del periodo napoleonico e varie referenze storiche. Nella ricerca per gli abiti e le imbarcazioni dell’epoca, si è fatto riferimento ai dipinti  dei porti della Calabria eseguiti da Hackert per Ferdinando IV a Caserta. La suggestione del luogo e dell’opera di Draper è la relazione tra l’architettura e l’elemento naturale in una specie di coabitazione tra la  roccia da lui definita color miele  e muratura.


Il racconto storico dell’opera di Paul Draper con i suoi movimenti geologici  offre al visitatore e allo studioso uno spunto, un punto di vista eloquente e sorprendente eliminando dall’opera lo scoglio San Leonardo, a suo parere risultato di spinte dell’acqua del fiume e sollevamenti scatenatesi tanto da rimodellare il suolo .

Quel paesaggio interiore così caro al turismo di oggi,  non più bagno di Venere o  antica munizione come  piaceva immaginarlo ma ormai declassato da Paul Draper scoglio San Leonardo

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