Il caso di Sarah Everard che ha sconvolto il Regno Unito

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Sarah Everard
Sarah Everard

Ritrovato il corpo di Sarah Everard, la donna londinese scomparsa il 3 marzo mentre stava tornando a casa.

Rinvenuto il corpo di Sarah Everard

Scotland Yard ha confermato che il corpo ritrovato in un bosco del Kent appartiene a Sarah Everard, la londinese scomparsa misteriosamente lo scorso 3 marzo. La donna era svanita nel nulla dopo essere uscita dalla casa di amici nel quartiere di Clapham, a sud di Londra. I resti del suo corpo sono stati rinvenuti ad Ashford. Per la sua morte la polizia ha arrestato due sospettati, una donna ed un agente di polizia appartenente ad un nucleo speciale destinato alla protezione parlamentare e delle sedi diplomatiche. “Il corpo è stato recuperato e la procedura di identificazione formale è stata conclusa. Ora posso confermare che si tratta del cadavere di Sarah Everard”, ha dichiarato il vice commissario Nick Ephgrave, aggiungendo che è stata disposta un’autopsia per stabilire quali siano state le cause del decesso della trentatreenne. 

La bufera sul caso Everard

A scuotere il Paese non è stato soltanto il presunto coinvolgimento di un agente quanto più il contesto nel quale si consumato l’ennesimo omicidio di una donna: Sarah Everard stava tornado a casa. A casa, però, non è più tornata. La vicenda ha scatenato una bufera che ha oltrepassato i confini inglesi per raggiungere gli animi di tutto il mondo: “Come si può morire in questo modo?”. E mentre sul web impazza l’hashtag “#Notallman” ci si chiede come sia possibile che davanti alla morte di una ragazza si cerchi di difendere l’idea che non tutti gli uomini sono aggressori. “Nessuno ha detto che tutti gli uomini sono carnefici ma noi donne non possiamo sapere chi tra voi è il carnefice”, è stata la risposta.

Il serio problema del catcalling

Mentre i media e le istituzioni invitano le donne a restare a casa, la risposta di queste è stata: “Dobbiamo riprenderci le strade. Non possiamo più tollerare di dover camminare per strada con la paura di essere aggredite o uccise”. La notizia della morte della Everard arriva accompagnata dalla percentuale di donne che affermano di aver subito violenza almeno una volta nella loro vita: il 97% in UK. Percentuale che, però, non stupisce le donne: “Il catcalling è un problema e parlarne non è fare i drammatici. Se pensate sia drammatico siete voi il problema”. Questi i commenti accompagnati dall’invito a prendere posizione rivolto agli uomini: “Stare in silenzio è altrettanto grave”.