il carro di sabina

Un accordo fra il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Ny Carlsberg Glyptotek riporta in Italia da Dicembre di quest’anno, la tomba dorata principesca della Sabina, dopo un lungo dialogo accademico  intrapreso a partire dalla primavera del 2012 tra il MiBACT e la Glyptotek.

L’accordo oltre a prevedere la restituzione di beni culturali antichi italiani, soprattutto etruschi, all’Italia, rafforza lo scambio accademico dei reperti archeologici e una collaborazione culturale. Per questa ragione sono in programma una serie di prestiti di lungo termine dall’Italia di significativi rinvenimenti sepolcrali che verranno esposti a rotazione con frequenza continua nell’imminente e radicale riallestimento dell’intera collezione di antichità del museo. Inoltre l’accordo rinsalderà la collaborazione tra gli archeologi nella realizzazione di nuove forme di esposizione e di progetti di ricerca scientifica. Secondo delle indagini i reperti che hanno fatto parte della collezione del museo danese sin dagli anni Settanta del Novecento, erano stati dissotterrati nel contesto di scavi illegali in Italia ed esportati senza autorizzazione, motivo per il quale, sulla base della ragionevolezza e del senso comune, è stato favorito il ritorno in Italia di questi reperti.

“L’accordo sottoscritto oggi – dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – trasforma una crisi in opportunità, superando un contenzioso attraverso una stretta collaborazione che da un lato permetterà al Ny Carlsberg Glyptotek di rinnovare periodicamente la propria offerta museale e all’Italia di recuperare importanti reperti del proprio patrimonio culturale che presto torneranno alle comunità da cui provengono”.

“Ciò che a prima vista sembrava potesse risolversi in uno stallo legale e politico – dichiara il Direttore della Glyptotek, Flemming Friborg – si è trasformato in un accordo potente e visionario, grazie a un intenso dialogo accademico. Siamo entusiasti della lungimiranza con cui siamo stati accolti dal Ministro della cultura. Lavorando insieme abbiamo creato un clima ideale in cui implementare un accordo che si tradurrà di fatto in nuove iniziative museali a beneficio dei visitatori del museo e degli studiosi, sia in Italia che in Danimarca”.

Una notizia senz’altro sensazionale giacché un contenzioso legale si è mutato in un accordo che contribuirà a rafforzare relazioni collaborative tra le istituzioni culturali e scientifiche dei due Paesi, l’Italia e la Danimarca.

Dott.ssa Rosa Ferro

 

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