“Alle dieci e trenta scarse finita la cena, il maestro Canello, che aveva un altro impegno in un altro veglione, barò bassamente annunciando al microfono: Attenzione, mancano tre minuti a mezzanotte, rimettete gli orologi, preparate lo spumante!”.

Famiglia Fantozzi al capodanno aziendale
Famiglia Fantozzi al capodanno aziendale

Ogni anno, arrivati al 31 dicembre, inizia la “tradizione” dell’augurarsi il buon anno o meglio “buona fine e Buon principio…” e così via.

Ma chi ama la filmografia di un certo tipo, a volte definita trash, alla parola capodanno la memoria tira fuori un grande classico, la scena del “capodanno fantozziano” tratta dal film Fantozzi del 1975 (di cui sopra una citazione).

Capodanno aziendale con Fantozzi, la signorina Silvani e Calboni
Capodanno aziendale con Fantozzi, la signorina Silvani e Calboni

Paolo Villaggio ha creato, volontariamente o no, il mito della Megaditta, conosciuta anche come ItalPetrolCemenTermoTessilFarmoMetalChimica, Il luogo in cui il personaggio di Fantozzi Ugo è un umile impiegato sottomesso e bistrattato da tutti.

Come in molte aziende anche nella sua gli eventi sono una prassi, il grande organizzatore è il  ragionier Filini che garantisce poca spesa ma con un’ottima resa ma che puntualmente le aspettative vengono disattese.

Fantozzi e l'incidente col cotechino
Fantozzi e l’incidente col cotechino

Il capodanno fantozziano è un po’ lo specchio della società (soprattutto dell’epoca), un’organizzazione pessima, con un pessimo servizio e con musica e trenini a farla da padrone.

I nati negli anni ’80, ma anche ’70, hanno visto il boom dei veglioni, era un classico andarci e puntualmente dopo la mezzanotte il trenino con, la ormai ‘gettonatissima’, pepe pepepepe pepe…

Quel genio di Villaggio ha carpito l’essenza trash di questa giovane “tradizione” e non si può non onorare.

Un modo per buttarsi un anno alle spalle terribile ed iniziare con un nuovo spirito, festeggiando una sorta di rivincita sulla propria vita ‘sfigata, Fantozzi spinto da una strana botta di positività, dopo che per tutto il veglione ha subito incidenti in crescendo, per strada insieme ai colleghi, alla bertuccia…ehm la babbuina…no la bambina e la moglie (in questo film era Liù Bosisio) urla eccitato: “anno nuovo roba nuova”, ultime parole famose visto che la sua macchina viene distrutta da una lavatrice.

Un’altra tradizione molto in voga in quegli anni, soprattutto nelle grandi città, era buttare oggetti più o meno grandi dalla finestra, un gesto simbolico che segnava la fine del vecchio in attesa del nuovo (questa pratica oggi è vietata per ovvie ragioni).

Il Maestro Canello con la sua band
Il Maestro Canello con la sua band

Ma c’è qualcos’altro che accompagna la serata di San Silvestro, e chi rimane a casa, o per no o per inerzia o perché no per interesse (qualcuno c’è), i programmi della tv nazionale che accompagnano, con giochi e chiacchiere, il popolo italico fino alla mezzanotte.

I programmi (per citarne uno) alla Carlo Conti che, fanno seguito, al discorso del Presidente della Repubblica che ogni anno gira che ti rigira dice sempre le stesse cose, anche se il politico cambia non cambia la pappardella.
e tutto ciò si ricollega allo ‘stato fantozziano’ di cui sopra dove la Megaditta è lo stato e gli ‘inferiori’ (termine con cui il mega presidente definisce i suoi impiegati) è il popolo, ed i programmi (di cui sopra) sono raffigurabili con il Maestro Canello. Quindi possiamo dire che viviamo in uno stato fantozziano.

Detto ciò, Buon anno e che vi porti grandi novità in chi le desidera…

 “All’una e trenta, ora illegale del maestro Canello, vale a dire la mezzanotte reale, la città salutò esplodendo l’Anno Nuovo!“ [All’uscita dal veglione di San Silvestro].

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