Il caos dovuto alla perdita di posti di lavoro nelle compagnie aeree

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A partire dal primo maggio ci sono stati esuberi, licenziamenti e blocchi di contratto. Tutto questo caos è dovuto inevitabilmente alla crisi umanitaria in cui stiamo vivendo.

Le compagnie aeree internazionali stanno iniziando il doloroso processo di ridimensionamento delle loro attività. Tutto ciò mentre la prospettiva di una rapida ripresa dalla pandemia svanisce e tutti i vettori si preparano per un mondo in cui le persone voleranno molto meno.

Situazione europea

Solo in questa settimana, si è annunciato che in Europa si sarebbero persi dieci mila posti di lavoro. Il caos in poche parole. Ryanair, Lufthansa, British Airways, Scandinavian Airlines e Air France-KLM, queste sono le compagnie europee che hanno annunciato questa drastica decisione, minacciando di poter arrivare fino a trentadue mila licenziamenti in caso di ulteriore emergenza.

Il caso Lufthansa

Lufthansa ha annunciato, che il suo personale di ottanta mila dipendenti già è stato sezionato in vari turni e reparti, per evitare di dover licenziare personale utile in un prossimo futuro.

La ricerca

Questa soluzione è stata presa riguardo una ricerca fatta dalla compagnia. In effetti, andando indietro nel tempo, ed esattamente nel 1955 si può vedere, come la compagnia tedesca, avesse eliminato i tremila voli programmati e il 92% delle attività era stato pausato.

Crisi mondiale

Con praticamente nessun viaggio internazionale e nessuna chiarezza su quando il tutto tornerà alla normalità, è quasi impossibile prevedere la crisi finanziaria che le compagnie aeree stanno affrontando.

British Airlines

Ha dichiarato Brian Strutton, segretario generale della British Airline Pilots ‘Association in una nota venerdì che, “senza l’aiuto del governo, l’industria sarà devastata”.

Stati Uniti d’America

Con tutta la crisi europea, gli Stati Uniti d’America hanno dichiarato che stanno perdendo miliardi di miliardi di dollari, ed il tutto è dovuto alla sola crisi del reparto turistico aeronautico. I licenziamenti per il momento non sono ancora partiti, però se la questione si prolungasse, questa azione sarebbe l’unica. Il divieto per il momento sarà fino al 30 di settembre come da contratto.

Tagli salariali e congedi

Già, circa 100.000 dipendenti di sole quattro delle principali compagnie aeree statunitensi tra cui; American, United, Delta e Southwest – hanno concordato di prendere tagli salariali o congedi non retribuiti, alcuni per un massimo di nove mesi.

Effetto Boomerang

Tutta questa crisi nel settore aeronautico, sta creando problemi anche in altri settori ad esso correlati. Uno dei tanti è il caso Boeing. Come effetto Boomerang la società leader nella costruzione di velivoli, ha già disposto un piano di licenziamenti. Il tutto creo un ulteriore caos, dovuto alla precaria situazione dovuta alla emergenza.

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