Il brevetto del velcro nel 1955: la storia del materiale

Ecco la storia del sistema di chiusura "a strappo" che si trova su giacche, borse e scarpe.

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Il brevetto del velcro

Il brevetto del velcro risale al 2 agosto del 1955. L’iniziativa fu di un ingegnere svizzero, George de Mestral, ispirato da una passeggiata in montagna. Fu tutto frutto della sua curiosità e del fastidio provato in giorno all’aria aperta.

L’idea dell’ingegnere

Quello che vide era un sistema tanto semplice quanto efficace sviluppato dal cardo per diffondere i propri semi e far innervosire gli appassionati di montagna. La loro superficie infatti era ricoperta di una sorta di aghi le cui estremità terminavano con degli uncini. Essi, a loro volta, si arpionavano ai cappi naturali presenti sul pelo degli animali o sui tessuti. Così a de Mestral venne l’idea. Avrebbe sfruttato lo stesso meccanismo per realizzare un sistema di chiusura analogo a quello delle zip, a incastro: uncini da un lato, cappi dall’altro.

Il brevetto del velcro: il materiale all’inizio

Dopo essersi fatto aiutare da un tessitore, l’ingegnere nel 1955 brevettò il suo Velcro, ma non ancora con i connotati attraverso cui sarebbe diventato famoso. Inizialmente era infatti costituito di due strisce di cotone; solo successivamente sarebbe diventato di nylon, un materiale che meglio si prestava allo scopo e che poteva essere cucito ovunque. Per il nome, invece, la scelta fu facile pensando alle sue origini e alla sua funzione: ne venne fuori Velcro, l’insieme delle parole francesi velour (velluto) e crochet (gancio, uncino).

Fu un successo spaziale. I primi a beneficiarne furono infatti gli astronauti, dove l’attacca e strappa serviva loro a fissare gli oggetti che non dovevano mettersi a svolazzare nella cabina e a staccarli all’occorrenza strappando le chiusure. Il resto della popolazione, tuttavia, non riuscì a cogliere subito le potenzialità dell’invenzione.

Il velcro diventa di pubblico dominio

Fino al 2 aprile 1978 il nome per indicare il sistema attacca e strappa (meglio: chiusura hook and loop) usato su giacche, scarpe, borse, giochi, era di proprietà dell’omonima azienda, la Velcro appunto. Quel giorno, però, il brevetto che ne rivendicava la paternità scadeva, e il sistema di chiusura diventava di dominio pubblico, vantando una serie di imitatori da cui, per rimanere in tema, sarebbe stato difficile staccare il nome di velcro.

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