Il Brasile riconosce lo stesso valore alle proprie calciatrici

Approvato ufficialmente l'equal pay, il documento che riconosce la stessa paga per chi è professionista del calcio a prescindere dal genere.

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Calciatrici della nazionale brasiliana
VALENCIENNES, FRANCE - JUNE 18: Marta of Brazil celebrates with teammates after scoring her team's first goal during the 2019 FIFA Women's World Cup France group C match between Italy and Brazil at Stade du Hainaut on June 18, 2019 in Valenciennes, France. (Photo by Robert Cianflone/Getty Images)

Arriva dal Brasile l’annuncio, lo scorso 2 settembre, dell’equiparazione di retribuzione per le giocatrici della nazionale di calcio. Una buona notizia ufficialmente confermata dalla CBF (Confederação Brasileira de Futebol) che ha lo scopo di riconoscere alle calciatrici esattamente lo stesso valore di retribuzione e di merito dei più famosi e ricchi colleghi uomini.
Il rimborso della diaria percepita (cioè l’insieme dei rimborsi e dei bonus che prendono i e le professioniste del calcio non equiparabile ad un vero e proprio stipendio) è già cominciato ad essere liquidato in egual misura a partire della scorso marzo.

Una delle prime persone a commentare l’arrivo del equal pay nel calcio carioca è stata la selezionatrice di origine svedese Pia Sundhage oggi impiegata in Brasile che, indossando una mascherina per via delle restrizioni dovute al COVID19, ha così commentato: “Spero che tutti riescano a vedere il mio sorriso anche solo guardandomi negli occhi. È qualcosa di storico ed è bellissimo poter far parte di questo passaggio”.

A novembre del 2019 era stato lo sport australiano a compiere lo stesso importante passo seguendo di fatto le nazionali di Nuova Zelanda e Norvegia che avevano già compiuto precedentemente lo stesso passo. Problemi invece su questo fronte si sono registrati negli Stati Uniti dove negli scorsi mesi il giudice federale R. Gary Klausner ha dichiarato non ammissibile la richiesta delle giocatrici della nazionale di calcio americana.

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