Il blackout del 2003 in USA e Canada: ecco cosa successe

Ripercorriamo insieme ciò che successe durante il blackout americano del 14 agosto del 2003.

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Il blackout del 2003

Il blackout del 2003, avvenuto il 14 agosto alle ore 16, lasciò il nordest degli Stati Uniti e parte del Canada al buio per moltissime ore. 55 milioni di persone rimasero senza corrente in oltre 24 mila chilometri quadrati. L’interruzione di corrente fermò treni, metro, ascensori, aeroporti, semafori e, in alcune zone, durò per un paio di giorni. Solo a New York il costo stimato dei danni sarà di 500 milioni di dollari. All’epoca lo si considerò come il secondo più grande blackout della storia, dopo quello del 1999 in Brasile.

Il blackout del 2003: le cause

La causa iniziale del blackout fu un guasto al software del sistema di allarme negli uffici della FirstEnergy Corporation. Si tratta di una società privata di fornitura elettrica, in Ohio. Il “bug” interruppe i servizi della sala di controllo per un’ora, nonostante non ci fosse alcun guasto. I tecnici utilizzarono allora il server di riserva. Questo, però, non si rivelò in grado di sopportare il carico di dati e si bloccò nel giro di mezz’ora. Si innescò, perciò, un’incredibile reazione a catena tra blocchi cautelativi di interi settori della rete e blocchi per sovraccarico di altri settori della rete, provocando il grande blackout nel giro di poche ore.

Le responsabilità

All’inizio fu molto complicato risalire alla causa originaria. Nell’inchiesta che ne seguì si decise di non punire l’azienda, attribuendo una parte significativa della responsabilità all’arretratezza della rete elettrica statunitense e anche della legge in vigore, che all’epoca non prevedeva degli standard minimi per gli operatori privati.

Il blackout del 2003: le terribili conseguenze

Il blackout del 2003

L’interruzione della fornitura di energia elettrica ebbe grandi e disparate conseguenze. A parte i servizi provvisti di generatori autonomi, come gli ospedali o le carceri, tutte le altre attività che richiedono energia elettrica dovettero interrompersi. Le linee telefoniche sia fisse che mobili, sebbene non coinvolte direttamente dal blackout, diventarono presto intasate e inutilizzabili. Quasi tutti i negozi chiusero in centinaia di città. Si interruppero le corse dei treni, i lavori delle borse, i viaggi in aereo e parecchi ascensori anche nei grattacieli (spesso con persone dentro). Inoltre, smisero di funzionare le stazioni di servizio, i semafori, le fabbriche, i distributori automatici, i frigoriferi di casa e quelli dei supermercati, persino le centrali nucleari e i treni della metropolitana (magari tra una stazione e l’altra).

New York al buio per 24 ore nel 1977

Le vittime del blackout

Durante il blackout undici persone morirono per cause collegate all’assenza di energia elettrica, per via di incidenti stradali, intossicazioni da monossido di carbonio, incendi, infarti dopo aver fatto decine di piani di scale. A New York, dove si concentrarono le attenzioni dei media e dei fotografi, centinaia di migliaia di pendolari non riuscirono a tornare a casa. Per le strade il traffico delle auto era diventato spaventoso e dovettero dunque passarono la notte per le strade.

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