Il binomio mafia-Sicilia su libro scolastico: sdegno del PD

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Binomio Mafia-Sicilia su libro di testo Mondadori
Binomio Mafia-Sicilia su libro di testo Mondadori

Il binomio mafia-Sicilia compare su un libro di grammatica italiana, per la scuola, edito da Mondadori. Il testo scolastico in questione si chiama “Leggere è”. Sul sito della nota casa editrice, la descrizione relativa al libro recita “Un progetto che mira alla maturazione globale dei bambini attraverso lo sviluppo delle competenze linguistiche“. Tuttavia, scorrendo tra le sue pagine balza agli occhi un clamoroso errore, che ha tutto il sapore del “politicamente scorretto“. Nella sezione dedicata alle lingue e ai dialetti si insinua un errore piuttosto grave e, senz’altro, di cattivo gusto. Testualmente, la dicitura che compare sul testo è “mafia (siciliano)”. Sostiene, chiaramente, che la parola “mafia” derivi dal dialetto siciliano.

Binomio mafia-Sicilia: un’offesa ai siciliani

Ritrovare un simile errore su un libro di testo destinato a finire sui banchi di scuola, sotto gli occhi di giovani, e giovanissimi studenti, stride e non poco. Alimenta falsi pregiudizi. Oltre ad apporre etichette generalizzanti e fomentare vecchi clichés, il fatto di accostare il termine “mafia” alla Sicilia costituisce, senza ombra di dubbio, una pesante offesa nei confronti dei siciliani stessi. In qualche modo, si lascia intendere che il legame tra mafia e Sicilia sia indissolubile. Una relazione tanto radicata da risalire all’etimologia stessa del termine. Il libro di grammatica nasce per diffondere conoscenza tra gli allievi. È progettato al fine di supportare una corretta istruzione ed è volto a veicolare informazioni giuste e verificate. In questo caso, purtroppo, non si può dire sia stato così. Stupisce inoltre, che una casa editrice importante ed affidabile come la Mondadori sia la protagonista di un episodio come questo.

Binomio mafia-Sicilia: si solleva lo sdegno del PD

Antonio Ferrante, il presidente della direzione regionale del PD, insieme ad Aurora Ferreri, la componente della direzione regionale criticano aspramente l’accaduto. Queste le dichiarazioni in merito: “E’ vergognoso che la Sicilia e i siciliani vengano offesi in un testo scolastico, peraltro con un accostamento che di dialettale non ha proprio nulla“. Cui fa eco lo sdegno relativo al fatto che, più spesso di quanto si pensi, si leghi la Sicilia al fenomeno mafioso, “una casa editrice storica e autorevole come la Mondadori dovrebbe sapere che non è ancora certa l’etimologia della parola mafia e che, in ogni caso, da nessuna parte viene considerato un termine dialettale. Ma anche qualora così fosse, sarebbe altrettanto grave che venga scelto per rappresentare la Sicilia un termine che è sinonimo di dolore, morte e criminalità“.

Al fine di porre rimedio, per quanto possibile, Antonio Ferrante chiede a gran voce il ritiro immediato del testo scolastico dal commercio. Inoltre, sostiene che la casa editrice dovrebbe, come minimo, chiedere pubblicamente scusa alla Sicilia ed ai suoi abitanti per l’offesa subita.

Sicilia non è mafia, mafia non è Sicilia

La Sicilia merita di essere conosciuta dai bambini per le sue bellezze e la sua storia prima che per una piaga che purtroppo non è circoscritta solo all ‘interno dei confini della nostra isola”. Con queste parole Antonio Ferrante e Aurora Ferreri sostengono la necessità di liberare la Sicilia da questa ingiusta e continua associazione. A sostegno ulteriore della richiesta di ritirare il libro di Mondadori dalle scuole. È, purtroppo, innegabile il fatto che questa terra sia in passato, che tutt’oggi, sia dilaniata da una piaga sociale molto grave. Non si può far finta che la mafia, con la sua presenza maligna e tossica, non infici questa terra. Al contempo, è scorretto focalizzare tutta l’attenzione su questo dato di fatto.

Binomio mafia-Sicilia: la Sicilia è molto altro

È scorretto pensare alla Sicilia come alla terra che “da i natali ai mafiosi”. Così si distoglie lo sguardo da tutte le doti positive e le bellezze che invece può offrire. In termini di paesaggio, di mare e siti archeologici la Sicilia è una tra le regioni più ricche di storia. La culla della cultura del Mediterraneo. Se poi vogliamo concentrare l’attenzione sulla popolazione, alla società, non dovremmo mai dimenticare che, la Sicilia è la terra d’origine di uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Come loro, tanti altri uomini che hanno sacrificato la propria vita in nome della giustizia. Non dobbiamo dimenticare anche che molti dei più autorevoli scrittori e poeti italiani, noti al mondo intero, provengono proprio da questa terra. Luigi Pirandello, Giovanni Verga e Giuseppe Tomasi tra gli altri.

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