Il 6 agosto 1969 ci lasciava Theodor W. Adorno

"Veri sono solo i pensieri che non comprendono se stessi"

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il 6 agosto 1969

Theodor Wiesengrund Adorno ci lasciava il 6 agosto 1969. Il filosofo è morto a Visp, in Svizzera, per via di un attacco cardiaco.

Cenni biografici

Adorno nacque a Francoforte l’11 settembre 1903. Studiò filosofia, sociologia nonchè psicologia e musica all’Università di Francoforte. Qui conobbe Max Horkheimer, collega stimatissimo e amico carissimo. Tante le collaborazioni firmate Adorno-Horkheimer. Tra tutte la famosissima Dialettica sull’illuminismo.

il 6 agosto 1969 ci lasciava l'autore della Dialettica dell'illuminismo

Nel 1931 il pensatore divenne libero docente a Francoforte. All’avvento del nazismo abbandonò la Germania. Si recò prima in Inghilterra e poi negli Stati Uniti. Quando, nel 1950, ritornò in terra tedesca diresse l’Istituto per la ricerca sociale. Inoltre insegnò filosofia e sociologia.

Fra le opere di Adorno ricordiamo Filosofia della musica moderna, Minima Moralia, Tre studi su Hegel, Dialettica negativa.

Il 6 agosto 1969 l’addio al filosofo Adorno

Theodor W. Adorno ci ha lasciati nell’estate del 1969. Lo ricordiamo ancora oggi come un esponente della scuola di Francoforte. Egli fu un critico del capitalismo e “ri-pensatore” della dialettica.

Nella sua grande e profonda opera hanno particolare importanza gli scritti inerenti alla morale e all’estetica. Ma fondamentali anche gli studi sulla filosofia di Hegel, Husserl e Heidegger.

Il filosofo della “dialettica negativa” ci lasciava il 6 agosto 1969

La dialettica ebbe sempre un ruolo centrale nella filosofia adorniana. Contro la fenomenologia, l’esistenzialismo e il neopositivismo, il pensatore difese la funzione primaria della dialettica. Per Adorno la dialettica doveva essere strumento di comprensione della realtà. Egli pensò alla dialettica negativa. Quella che mette in discussione l’identità di ragione e realtà.

La dialettica adorniana svela le disarmonie e le contraddizioni non conciliate. Proprio quelle che caratterizzano il mondo in cui viviamo. Così ha brillantemente scritto in Minima Moralia: “Il compito della dialettica è di dare lo sgambetto alle sane opinioni circa l’immodificabilità del mondo“.

Dopo Auschwitz

Adorno espresse anche un altro concetto. Questione dalla forte risonanza. Egli ritenne spazzatura gran parte delle tradizionali visioni del mondo. Giunse a tale consapevolezza dopo il terribile evento storico dell’olocausto. Per Adorno tutta la filosofia poteva nuovamete correre con i tempi solo dopo una netta cesura con il passato.

Ha scritto: “Tutta la cultura dopo Auschwitz, compresa la critica urgente ad essa, è spazzatura. Infatti, i filosofi, anzichè criticare la realtà si sono per lo più dedicati ad elogiarla, sforzandosi di darne una spiegazione coerente e globale. Ma così facendo essi sono stati costretti a razionalizzare l’irrazionale, a unificare il diverso, ad armonizzare il disarmonico“.

La filosofia del dopo-Auschwitz quindi la filosofia di Adorno assunse un ruolo centrale. Ruolo che ancora oggi assume. Programmaticamente rivoluzionaria ha un ruolo connesso alla sua missione utopico-critica. Il tentativo fu ed è quello di attuare l’incompiuta equazione fra ragione e realtà.

Adorno ha criticato i “sistemi dell’identico”. Ha smascherato le false armonie di tutti gli “ismi”.

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