Il 2020 come ricordo indelebile: il contributo della moda

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Il 2020 come ricordo indelebile

Il 2020 come ricordo indelebile, non si dissolverà facilmente nella nostra memoria. L’anno volge al termine e finalmente ne intravediamo la fine. Tuttavia, la valanga di conseguenze che ne derivano, non si disperderà tanto velocemente nel tempo. È il momento dei bilanci, a pochi giorni dall’arrivo del nuovo anno, che attendiamo con trepidazione. Sarebbe riduttivo affibbiare al 2020 l’etichetta di anno dell’incertezza, della solitudine e della precarietà. La pandemia, l’interruzione della routine, che viene stravolta, ed i rapporti umani ridotti all’osso, sono costanti che coinvolgono il mondo intero. Questo clima di insicurezza destabilizza l’ordine delle cose e cambia l’atteggiamento delle persone nei confronti della vita. Muta, pertanto, la maniera di pensare ed agire in tutti i campi.

Il 2020 come ricordo indelebile: come ha reagito il mondo della moda?

Dal suo annuncio, sino al suo termine, questo 2020 è stato ambasciatore di notizie ed eventi poco gioiosi. Tutti i settori, come nel gioco a tessere più famoso del mondo, il domino, hanno subito un drastico cambio di rotta. Il mondo della moda non ne è rimasto illeso, vantando, anzi, una serie di eventi che lasciano il segno. Difficilmente dimenticheremo alcuni accadimenti, che faranno parlare di sé ancora per molto tempo. Primo fra tutti, a subire gli effetti del 2020 è stato il modus operandi del fashion-system. Gli stilisti, le case di moda, hanno dovuto rivoluzionare il proprio modo di pensare. Banditi i tradizionali défilé, vietati i fashion show con pubblico in presenza, annullati gli eventi mondani con red carpet annesso. Ed è solo l’inizio. Come far fronte ad un tale stravolgimento?

L’avvento dell’universo digital

L’impegno profuso dai designer di tutto il mondo, al fine di non fermare il mondo della moda è straordinario. Lungi da loro l’intenzione di far precipitare nell’oblio l’universo del fashion, con il suo inestimabile contributo all’economia. Il mondo della moda, infatti, costituisce una parte fondamentale del settore industriale, e non solo, in particolar modo per il nostro paese. Si impone così il fortunato formato phydigital della Milano Fashion Week, ad esempio. Molti i designer che hanno optato per le sfilate online, a cui gli spettatori ed esperti del settore potevano comodamente assistere da casa. Passerelle distese nel mezzo di spazi vuoti, che però hanno portato la magia di questo mondo nelle case di tutti: il pubblico, in effetti, si è molto ampliato. L’accessibilità, mediante le tradizionali piattaforme social, quali YouTube nonché i siti web ufficiali, è notevolmente aumentata. Tra tutti, si aggiudica il premio per l’originalità, Moschino, con la sua sfilata in cui le modelle erano, in realtà, marionette!

Le mascherine fashion

Naturalmente, il 2020 come ricordo indelebile si deve anche alla presenza della mascherine. Divenute l’accessorio a cui, obbligatoriamente non possiamo rinunciare, perché non renderle per quanto possibile, piacevoli? Il mondo della moda si è messo all’opera ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Le mascherine chirurgiche cedono così il passo a quelle personalizzate, decorate e firmate. Le previsioni suggeriscono che le mascherine ci accompagneranno per molto tempo ancora, pertanto non è, effettivamente, uno spreco di denaro acquistarne di più prestigiose. I marchi più celebri sfornano le proprie versioni, alcune delle quali fanno scalpore. Colorate, con loghi piuttosto in evidenza ed audaci: quella di Louis Vuitton ne è un esempio eloquente. Un vero e proprio trend insomma.

Il loungewear prende il sopravvento

Tra i settori che hanno subito le modifiche più ingenti, si posiziona il mondo del lavoro. Lo smart working si impone quale soluzione più funzionale per contenere il contagio: lavorare da casa elimina, in gran parte, la necessità di uscire. Di conseguenza, con la possibilità di svolgere il proprio lavoro comodamente sul divano, ha fatto sì che il nostro guardaroba rimanesse ad impolverarsi. Chi ha bisogno di un bel tailleur, o di una giacca elegante, quando si può continuare ad indossare il caldo pigiama? Ed ecco che, anche dinnanzi a questo scoglio, la moda si reinventa. Il mondo della Haute Couture si prende un anno sabbatico e lascia spazio all’universo del loungewear, dell’abbigliamento cozy e activewear. Pantaloni della tuta, felpe over-size e pigiami divengono gli indumenti più ricercati. I tacchi a spillo, le calzature eleganti, vengono rimpiazzate dalle morbide pantofole.

Il 2020 come ricordo indelebile: la rivoluzione del fashion system

Il mondo della moda è oggetto di una fitta serie di cambiamenti che hanno contribuito a stravolgerne alcuni dei pilastri. L’importante è non soccombere in battaglia ed il fashion system riporta, indubbiamente, una notevole vittoria. Nonostante gli equilibri interni abbiano trovato un nuovo assetto, nulla è naufragato. Mutamenti consistenti sono avvenuti anche all’interno delle stesse maisons. Per alcune di esse, clamorosi cambi della guardia. Si pensi a Givenchy, che saluta Clare Waight Keller ed accoglie come nuovo direttore creativo, Matthew M. Williams. Fendi, invece, da il benvenuto allo stilista Kim Jones, reduce dall’esperienza presso Dior. Infine, Prada si veste di successo con l’esordio di Raf Simons nel marchio: la collezione progettata a 4 mani con Miuccia Prada è infatti uno degli eventi fashion di questo 2020 che ne coglie nel segno lo spirito.

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