“Igor il russo” e la nuova perizia psicologica

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È di poche ore fa l’esito di una perizia psicologica fatta nel carcere di Zuera di Saragozza(dov’è attualmente ospitato) a Norbert Feher detto anche Igor il russo, l’uomo serbo di 38 anni che grazie ai suoi omicidi mise lo scorso anno in mobilitazione per la sua ricerca per nove mesi prima l’Italia e poi la Spagna.

Secondo gli psicologi spagnoli Feher avrebbe “capacità intellettive superiori alla media ma con un disturbo paranoide di personalità, con dissociazione grave”. La perizia continua affermando che Igor il russo, oltre ad essere dipendente dall’alchool e soffrire di gastrite cronica, avrebbe “un delirio messianico in un contesto di distribuzione con disforia cronica e sfiducia verso tutte le persone”. Il killer secondo gli psicologi rinuncerebbe inoltre ad ogni tipo di cura e non ai renderebbe conto della gravità degli atti commessi perchè non avrebbe coscienza della sua infermità e delle sue patologie. In una sorta di autoisolamento, Feher leggerebbe solamente la Bibbia e fumetti. Visitato in carcere da un giornalista del quotidiano Heraldo, il terribile Igor si mostrerebbe gentile e collaborativo con gli psicologi e con il personale carcerario.

L’uomo, in carcere in Spagna per aver ucciso lo scorso dicembre due membri della Guardia Civil Victor Romero e Victor Caballero e un anziano pastore di 72 anni José Luis Ironzo a Teruel nella Provincia autonoma di Aragona (e aver ferito altre due persone poco distante il 5 dicembre), era stato ricercato per aver ucciso nell’aprile 2017 in momenti diversi in Emilia Romagna un tabaccaio, Davide Fabbri, durante una rapina a Budrio in provincia di Bologna e a Portomaggiore in provincia di Ferrara l’assassinio della guardia ecologica volontaria Valerio Verri e del tentato omicidio del collega Marco Ravaglia.

Bisogna ricordare che a seguito della prima perizia svolta dopo l’arresto in Spagna, Norbert Feher avrebbe affermato “Dio mi ha ordinato di uccidere” e per molte persone queste dichiarazioni farebbero parte di una precisa strategia dell’assassino per essere dichiarato non in grado di intendere e volere.

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