IgnoranTIAMO: amare se stesse nonostante l’ADHD

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Disturbi psicologici

Beth McColl ha deciso di instaurare una rubrica che tratti i disturbi psicologici sulle donne. Nella fattispecie, prende in analisi il proprio caso, come esempio per tutti i soggetti affetti da ADHD. Nel genere femminile, spesso, viene mascherato con atteggiamenti imposti dalle norme sociali di educazione e gentilezza.

Come si presentano tali disturbi psicologici?

Partiamo dal presupposto che, nella stragrande maggioranza dei casi sorge una distinzione fra ragazzi e ragazze. Queste ultime, hanno probabilità di riscontrare un disturbo, prettamente legato alla disattenzione. Mentre, per gli altri, si instaura una problematica di iperattività. Nel caso specifico, la McColl, descrive l’incapacità di apprendimento, che porta, nella fattispecie alla delusione di se stessi e ad una bassa autostima. Imparare a conoscersi e, ad interrogarsi, potrebbe aiutare alla diagnosi di tale patologia. Ad esempio, la donna, ha avuto non poche difficoltà ai tempi in cui, cercava disperatamente di comprendere i testi universitari, ma a fatica riusciva a str dietro alla propria concentrazione. Una condizione patologica che, a lungo andare, porta inevitabilmente alla depressione e, ad una vita più complessa rispetto alla normalità societaria. Ebbene, qua si apre una parentesi interessante a proposito, appunto della società. Per ciò che concerne le donne, è estremamente difficile far venire a galla la problematica. Ciò, lo si deve al fatto che, la convinzione mondana, implichi un comportamento rigoroso del genere femminile. Nel quale, educazione, decoro e gentilezza, devono essere alla base delle fondamenta.

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L’accettazione di se stessi come punto fondamentale

Lo asserisce, nella sua rubrica, Beth. Tale patologia, richiede tempo ed opportunità per molti anni, ha fatto la freelancer per paura di non essere all’altezza di lavori alle dipendenze. Così facendo, si è preclusa l’opportunità di avere posti di lavoro che, noi tutti, sogneremo. Un altro aspetto da tenere in considerazione, risulta la tempistica per la quale, il Sistema Sanitario inglese, sancisce appuntamenti per la comprensione dell’ADHD. Essendo tali molto lunghi, si incappa nelle visite a pagamento. Queste, sono costate all’autrice ben 360 sterline, aggiungendo poi, il costo della ricetta mensile di 70. Una patologia che richiede opportunità economiche, che molti, non si possono, di certo, permettere. Ad avvalorare questa tesi, si unisce Chanté Joseph, e la problematica sulle discriminazioni razziali delle cure. Tali pregiudizi medici, sono esplicati nel suo libro “ How my ADHD Diagnosis chanced the way i live my life as a black woman”. Il punto focale, resta l’accettazione di se stessi, a scopo di vivere una vita più normale possibile. Senza perciò, sentirsi da meno o inferiori.

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