Iceberg A68: si è sciolto il gigante di ghiaccio

L'iceberg A68 staccatosi dalla piattaforma di ghiaccio dell'Antartide, si è fuso. Addio vecchio mio!

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Iceberg A68

Addio vecchio mio! Ebbene è finita. Si è dissolto. Frantumato in migliaia di piccoli pezzi. Il gigantesco iceberg A68, che tanto faceva paura. Era uno dei più grandi al mondo. In origine aveva una superficie, più estesa di quella del Lussemburgo. Un’enorme isola di ghiaccio di circa oltre 150 chilometri di lunghezza e 50 di larghezza. Si era staccato nel luglio del 2017 dalla piattaforma di ghiaccio Larsen-C, in Antartide. E per più di tre anni ha vagato nell’oceano atlantico. Ma leggiamo cosa è accaduto.

Iceberg A68: cosa è successo?

Il viaggio dell’iceberg A68 è durato più di tre anni. Era diventato famoso quando dopo circa un anno dal suo distacco, aveva iniziato a spostarsi con una velocità crescente verso nord. Portandosi in rotta di collisione con la Georgia del Sud. Un’isola situata nell’Oceano atlantico settentrionale. Da allora era monitorato costantemente dal satellite dell’Esa. Copernicus Sentinel-1. Divendando così la star dei social media. Insomma un “mostro” gigantesco. Che minacciava il delicato ecosistema di quello che è un paradiso per la fauna selvatica. Dove vivono centinaia di pinguini, foche e altre specie marine. Ma nulla di tutto ciò è avvenuto. Il gigantesco iceberg A68 ha continuato a sfaldarsi. Cavalcando forti correnti e venti. Fino a quando le onde, l’acqua calda e le temperature più elevate nell’Atlantico alla fine lo hanno sciolto. Dunque si è semplicemente consumato. Dopo una lenta e lunga agonia.


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Antartide: un enorme iceberg che si spacca in due


Una vittima eccelsa del Global Warming

Quello che emerge è lo scenario di come l’innalzamento delle temperature registrato nell’ultimo mezzo secolo nel continente antartico sta modificando profondamente ecosistemi e paesaggi. Il Polo Sud, se non si arresterà il fenomeno del riscaldamento globale, diventerà molto più “verde”. In poche parole i muschi stanno crescendo molto più rigogliosi che in passato. Pertanto se le temperature continueranno ad aumentare, come previsto dagli scienziati, il bianco e gelido continente andrà incontro a profondi cambiamenti. Sia nel paesaggio che negli ecosistemi. Fenomeni come lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento delle precipitazioni e la maggiore forza del vento, che contribuiscono anch’esse a sgretolare gli iceberg, hanno subito una recente impennata. E sono catalizzati proprio da questi cambiamenti climatici.

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