I whisky cocktail: ispiratori del gusto

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Forse li conosciamo poco data la loro origine tipicamente anglosassone, ma i whisky sono ispiratori di alcuni cocktail tra i più famosi di sempre.

Cosa è un whisky?

Il whisky è un’acquavite che nasce dalla distillazione di mosto di malto, orzo, segale o frumento, in pratica tramite la distillazione si estrae alcol etilico da una birra a bassa gradazione e poi si lavora questo distillato con una seconda distillazione, si fa affinare in botte e poi il whisky viene imbottigliato. I paesi che distillano whisky sono Scozia, Irlanda, Stati Uniti, Canada, Giappone e anche Australia e Nuova Zelanda. Il wisky non esiste, è una grafia che si trova spesso, ma è sbagliata!

Si fa presto a dire whisky

Perché un bourbon americano è una cosa, un rye canadese un’altra e un whiskey (con la “e” in più) un’altra ancora. Sempre di un distillato a base di cereali si tratta (segale, grano, mais ed orzo), ma non provate a chiedere un “whiskey” in Scozia perché là il whisky ha un solo nome, “scotch”, e proprio con al cugino irlandese dalla “e” di troppo contende lo scettro di capostipite della famiglia. Senza la quale, probabilmente, i cocktail non esisterebbero nemmeno.

Old Fashioned, il primo whisky cocktail della storia

L’Old Fashioned, che prende il nome dal tipico tumbler basso in cui viene servito, ebbe nella seconda metà dell’Ottocento un illustre e interessato testimonial: l’istrionico colonnello James E. Pepper, proprietario dell’omonima distilleria di rye whiskey che presso il Waldorf Astoria Hotel a New York tesseva le lodi di uno speciale miscuglio, che il bartender del Pendennis Club di Louisville (Kentucky) creava per esaltare il suo prodotto. Bastano 4,5 cl di bourbon o rye whiskey, 2 gocce di angostura bitter, una zolletta di zucchero e una spruzzata di soda, il tutto decorato da una fetta d’arancia e una ciliegina. L’Old Fashioned divenne così famoso da divenire la prima bevanda ad essere chiamata “cocktail”: la prima definizione della parola recita infatti “miscuglio di superalcolici, zucchero, acqua e bitter”.

Il whisky più antico

Whisky cocktail: più eleganti e sontuosi che ci siano in circolazione

Spesso si tende a dimenticare che il whisky è anche uno degli ingredienti fondamentali per fare grandi cocktail. Pensate a mostri sacri come il Manhattan o al Mint Julep, un rito più che un drink per gli Stati Uniti del Sud, tanto famoso e amato che pensate che durante l’ultimo Kentucky Derby ne sono stati serviti 127000: hanno usato quasi 2 tonnellate di menta.

Partiamo dai grandi classici: i whisky cocktail

Non sono in ordine di preferenza o di bontà, alcuni sono fatti con rye whiskey, altri con Scotch whisky o whisky giapponese e altri con bourbon whiskey e nessuno si sognerebbe di stilare un classifica per gradevolezza:

Il Whisky Sour


Il cocktail dei duri, per chi ama i sapori forti e ruvidi, ma non vuole rinunciare alla freschezza nei propri drink. Il Whisky Sour non è un cocktail difficile da fare: bouron, succo di limone e zucchero e potrete sentirvi un vero cow boy!

Mint Julep


Nato nel 1700 come tonico, digestivo e bevanda miracolosa è diventato il drink simbolo degli stati del sud degli States. Il Mint Julep è un cocktail freschissimo, dissetante, ma pesante, state attenti, sembra un tè freddo, ma non lo è! Zucchero, menta e acqua in un bicchiere, pestate e amalgamate e poi aggiungete del buon bourbon.

Old Fashioned


Uno dei primi cocktail mai fatti, il grande vecchio, l’Old Fashioned è una vera e propria icona. Il nome ricalca il modo di bere di una volta: zucchero e Angostura nel bicchiere, sciogliete e mescolate con soda e aggiungete bourbon. Il sapore legnoso, concentratissimo e iper speziato del bourbon trova così modo di aprirsi, si stempera, diventando una sinfonia incredibile e molto più elegante.

Manhattan whisky cocktail


Il cocktail Manhattan è l’essenza dell’eleganza: rye whiskey, Angostura, sweet vermouth, il tutto mescolato e non agitato, alla faccia di James Bond. L’equilibrio tra dolcezza, toni affumicati e speziati e le erbe dell’angostura è favoloso. Un capolavoro della miscelazione.

Rob Roy whisky cocktail


Il Rob Roy segue a ruota il Manhattan, identico, se non fosse che usa il più pregiato Scotch whisky, al posto del rye whiskey. Merita.

Godfather


Il Godfather è il cocktail più facile da fare sulla faccia della Terra: mescolate whisky e amaretto e se volete aggiungete qualche cubetto di ghiaccio. È un drink essenziale, ma lo spessore speziato e fumoso del whisky viene ammorbidito dal tocco vellutato e aromatico del liquore all’amaretto. L’after-dinner per eccellenza.

Irish Coffee


L’Irish Coffee è un caffè corretto con whiskey irlandese e panna, una vera goduria in inverno quando state per congelarvi. In estate fatelo ghiacciato ed è fantastico lo stesso. Rendiamo grazie ancora una volta al mitico Mr. Sheridan che ci ha illuminato d’immenso. Occhio che picchia forte!

Whisky Cocktail Boulevardier


Il cocktail Boulevardier è un mito, un Negroni con il bourbon whiskey al posto del gin, se vogliamo semplificare, ma il suo gusto è unico e avvolgente, con una sinfonia di spezie e toni dolci e amari che si mescolano con grazia.

Rusty Nail


Il vecchio Chiodo Arrugginito è uno dei grandi classici, un’altra ricetta basilare, fatta solo con due ingredienti, ma il suo sapore è pura poesia scozzese. Drambuie e whisky insieme formano una coppia affiatata, splendida. Se volete un after dinner complesso, erbaceo, screziato e molto secco, questo è il vostro cocktail.

Blood and Sand


In onore di Rodolfo Valentino, vero idolo degli anni 30 ecco un cocktail morbido, ma che non rinuncia a finezza e freschezza. Il Blood and Sand prevede 1/4 di Scotch whisky, 1/4 di succo d’arancia, 1/4 di sweet vermouth e 1/4 di cherry brandy: agitate con ghiaccio e servite un cocktail mitico, ormai dimenticato dalla masse, ma che merita più di un assaggio.

Old Pal


Il Vecchio Amico è il cugino del Negroni, gemello diverso del Boulevardier: al posto di gin o bourbon whiskey si usa il rye. Ma non crediate che sia da meno, ha un sapore più esplosivo, meno legnoso, ma più dolce, erbaceo, vellutato, caramellato con profumi di ciliegie sotto spirito. Questo è il bello dei cocktail, basta poco per cambiare le carte in tavola, anche quando sembra che tutti abbiano un poker.

Sazerac


Ma come? Tutti sanno che il cocktail Sazerac è fatto con il Cognac! Beh, non proprio, negli Stati Uniti è d’uso comune farlo con il whiskey, per cui non stupitevi se dovessero servirvi del bourbon whiskey con assenzio, zucchero e 2 gocce di Peychaud’s bitter.

B52


Il mitico B 52 è un cocktail che va molto tra i giovani, è un drink dolce e pastoso, ma non è neanche così male. Liquore al caffè, crema di whiskey e Cointreau.

Il whisky è considerato uno dei distillati più famosi del mondo

Probabilmente quello a cui si lega maggiormente alla concezione di un alcolico di riflessione. Se immaginassimo il classico gesto di degustare lentamente un bicchiere, magari seduti in poltrona e davanti ad un camino o ad un libro, penseremmo immediatamente al whisky o un magari a whisky cocktail.