I tunnel sotto la Striscia di Gaza e la loro reale utilità

0
355

Continuano in questi giorni gli attacchi aerei da parte di Israele sulla Striscia di Gaza con l’obiettivo di distruggere sia le sedi fisiche di Hamas e degli altri gruppi armati palestinesi, sia l’estesissima rete di tunnel che si sviluppa sotto il territorio della Striscia. Tra i bombardamenti più violenti finora ci sono stati quelli compiuti subito dopo l’annuncio da parte dell’esercito israeliano che Israele stava per iniziare un’invasione di terra nella Striscia di Gaza, venerdì sera: i giornali israeliani hanno ipotizzato che la notizia – che poi non si è concretizzata – fosse stata data da Israele per spingere i leader di Hamas a rifugiarsi nei tunnel sotterranei, per poterli poi colpire e uccidere tramite i bombardamenti aerei.

Esistono davvero i tunnel sotto la Striscia di Gaza?

Non si sa quanti tunnel ci siano oggi, né quanti vengano usati con scopi militari da Hamas e dal Jihad Islamico, altro gruppo armato della Striscia, anche se più piccolo. Ma si sa che esistono e che sono ancora considerati una minaccia dall’esercito israeliano. L’esistenza dei tunnel era stato l’argomento principale usato nel 2014 dal governo israeliano per giustificare l’invasione di terra nella Striscia, avvenuta durante l’ultima guerra combattuta tra Israele e Hamas. Otto anni prima, nel 2006, uno di questi tunnel era stato usato da Hamas per rapire il soldato israeliano Gilad Shalit e portarlo nella Striscia, un evento che aveva avuto enorme risonanza anche fuori da Israele e che aveva alimentato i timori per la sicurezza degli israeliani che abitavano vicino ai confini con la Striscia di Gaza.

Furono costruiti a partire dagli anni ottanta

I primi tunnel, hanno scritto le studiose Nicole Watksin e Alena James, furono costruiti a partire dagli anni Ottanta per collegare la Striscia all’Egitto: in quegli anni venivano usati per importare illegalmente beni di vario tipo a Gaza, territorio che allora era occupato da Israele con modalità simili a quelle applicate oggi per la Cisgiordania (con insediamenti separati dal resto del territorio palestinese). La presa del potere da parte di Hamas spinse Israele a imporre sulla Striscia un embargo molto serrato, che negli ultimi anni è stato definito da più parti “disumano” per l’estrema rigidità delle sue misure: i tunnel continuarono quindi a essere usati come via per importare beni di vario tipo, alcuni dei quali necessari per la popolazione palestinese. Hamas iniziò però a usare massicciamente i tunnel anche per scopi militari.

Ci si interroga sull’efficacia dei tunnel:

Già alla fine della guerra del 2014, però, molti osservatori si interrogarono sulla reale efficacia dei tunnel: cercarono cioè di capire se l’investimento di somme così alte (circa 1,25 miliardi di dollari che avrebbero potuto essere destinati a ricostruire o migliorare le infrastrutture della Striscia) avesse effettivamente portato un vantaggio strategico ad Hamas, contribuendo a ridurre l’enorme divario militare allora esistente tra le due parti in guerra. Durante la guerra Israele distrusse una trentina di tunnel e sostenne che Hamas ne avesse costruiti più di 1.300 dal 2007. Nel 2006 il vice leader di Hamas, Ismail Haniyeh, disse che il gruppo aveva costruito una rete di tunnel due volte più estesa di quella usata dai comunisti contro i soldati americani nella guerra in Vietnam.

Oggi i tunnel vengono usati da Hamas in diversi modi:

Hamas , nel corso degli ultimi anni, ha sfruttato i tunnel tra Striscia ed Egitto per importare illegalmente beni e materiali da costruzione, così come armi o componenti di armi con l’aiuto soprattutto di Iran e Siria. Hamas e gli altri gruppi palestinesi sono riusciti ad ampliare in maniera significativa il loro arsenale, pur senza ottenere davvero un vantaggio strategico su Israele, che grazie ad Irom Dome ha continuato a bloccare la stragrande maggioranza dei razzi lanciati dalla Striscia. Oggi i tunnel vengono usati da Hamas in diversi modi, oltre che come vie di trasporto: per esempio per permettere ai leader del gruppo di nascondersi in caso di attacco e per depositarci armi e altro materiale bellico. Israele ha detto di avere sviluppato tecniche sempre più sofisticate per individuare i tunnel e distruggerli. Oltre alla costruzione del muro sotterraneo, Israele ha detto di poter impiegare diverse armi ideali per colpire strutture sotterranee, inizialmente progettate contro i bunker iraniani.


Israele condannato dall’Arabia Saudita per “flagranti violazioni” a Gaza