I treni hanno influenzato l’arte? A Chiasso la risposta

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Dal 10 ottobre 2021 al 24 aprile 2022, il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) ospita la mostra Treni fra arte, grafica e design. Scopo della rassegna è far comprendere l’influenza che il trasporto ferroviario ha suscitato nell’arte dalla fine del XIX secolo ai nostri giorni.

Perchè esporre treni e arte a Chiasso?

L’esposizione viene da un’idea del curatore Oreste Orvitti, direttore del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, Napoli-Portici, e di Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x museo. Il percorso di questa mostra sui treni si snoda lungo un percorso dove la storia di questi mezzi si intreccia con opere d’arte che in passato hanno abbellito le stazioni ferroviari, tipo manifesti, oggettistica di design, dépliant, cartoline. Non a caso è la cittàò di Chiasso a ospitare la mostra. La città svizzera e la sua zona, data la vicinanza con il confine italiano, sono state un crocevia tra culture diverse, sia in direzione Europa continentale, sia verso il Mediterraneo. Chiasso, soprattutto, si è sviluppata di pari passo con la sua ferrovia, parimenti a quanto era già avvenuto nel resto d’Europa e oltreoceano.

I treni e l’arte

Sul finire dell’Ottocento l’aumento della velocità, le tempistiche di viaggio si accorciano. Diminuiscono quindi le distanze tra culture diverse sotto più punti di vista. Di conseguenza, un sempre maggiore contatto fra popoli, porta a una portata di novità su tutti i fronti, compreso quello artistico.


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I futuristi

Nell’arte, infatti, entra in scena l’idea del movimento, della velocità, della tecnologia. Già Joseph Turner aveva sperimentato queste tre varianti, ma sarà il Futurismo italiano a sdoganare questi ideali. Infatti non potevano non essere esposte opere di futuristi, quali Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Fortunato Depero. Significative alcune parole del Manifesto del Futurismo (1909): “Le locomotive dall’ampio petto scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi”.

Liberty, Art Déco e cartellonistica

Il rapporto fra treno e arte nasce nel periodo della Belle Epoque. Sono gli anni della realizzazione dell’Orient Express, dove trova spazio il senso estetico dell’arredo, caratteristica peculiare dello stile detto “Liberty” e “Art Déco”, che influenzeranno l’arte a venire. Questo modo di fare arte prende posto nella cartellonistica, fatta di manifesti e carta stampata su cromolitografia. La diffusione del treno ha introdotto una nuova arte: la cartellonistica. Una modalità finora inedita, che ancora oggi influenza l’immaginario collettivo. Il manifesto è stato trampolino di lancio per artisti di inizio Novecento come Leopoldo Metlicovitz, Achille Luciano Mauzan, Daniele Buzzi, Plinio Codognato, Emil Schulthess, Louis Koller e François Jacques. Il manifesto era sul finire del XIX secolo l’unico vero strumento pubblicitario per il trasporto ferroviario.

Treni e arte oltre il m.a.x. museo

La mostra sui treni prosegue nella dodicesima Biennale dell’immagine di Chiasso. Filo conduttore dell’esposizione, fatta di cartoline e fotografie storiche, è l’evoluzione storica del ruolo svolto dalla cittadina di confine. Alla fine di ottobre, all’interno della stazione ferroviaria internazionale di Chiasso, si potrà visitare uno spazio dedicato a fotografie vintage, e un altro che ospiterà dei convogli storici. Le date saranno riportate sul sito www.centroculturalechiasso.ch.

Il catalogo

Il catalogo della mostra sul rapporto fra treni e arte è disponibile in italiano e in inglese. La pubblicazione contiene saggi di Stefano Maggi, Luigi Sansone, Mario Piazza, Roberto Scanarotti, Clive Lamming, Nicoletta Ossanna Cavadini, Remigio Ratti e Mike Robinson, e un ricco apparato di immagini. È compreso pure un mini-catalogo, sempre bilingue, con una serie di immagini storiche della stazione di Chiasso, corredate da un testo di Nicoletta Ossanna Cavadini.

Le collaborazioni

Non solo il già citato Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, Napoli-Portici. Hanno collaborato alla realizzazione dell’esposizione la FFS Historic di Windisch, il Museum für Gestaltung di Zurigo, il Verkehrshaus di Lucerna, Swiss Railpark di Biasca, il MASI di Lugano, l’Istituto Svizzero di Roma, la Galleria Baumgartner di Mendrisio. Le opere in mostra, patrocinata dal Consolato Generale d’Italia a Lugano, provengono da istituzioni pubbliche e importanti collezionisti privati. Un ringraziamento va al Consolato Generale d’Italia a Lugano, che ha patrocinato l’evento, al Dicastero Attività Culturali del Comune di Chiasso e alla Repubblica e Cantone Ticino – Fondo Swisslos e “Cultura in movimento” – Aiuto federale per la lingua e la cultura italiane. Non vanno dimenticati gli sponsorUBS e dell’AGE SA, e il contributo dell’Associazione amici del m.a.x. Museo. Si ringrazia la SUPSI-Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, e in particolare il Laboratorio di cultura visiva del Dipartimento ambiente costruzioni e design, per la collaborazione nell’ambito del progetto grafico.

Guide digitali

In mostra saranno disponibili audioguide smARTravel in quattro lingue (italiano, francese, tedesco, spagnolo) che accompagneranno il visitatore lungo tutto il percorso offrendo una descrizione specifica delle principali opere esposte in maniera del tutto personale. SmARTravel è disponibile anche come app da scaricare sul proprio smartphone, adatta per sistemi Android e iOS.

Video spiegazioni

Come da consuetudine, anche per questa mostra il m.a.x. museo ha realizzato un video dedicato all’attuale esposizione a cura di 3D Produzioni Ultrafragola – Sky Arte, con interviste a Luigi Francesco Cantamessa, Oreste Orvitti, Mike Robinson. Il filmato sarà presto postato anche sulla pagina Facebook di 3D Produzioni (@3dproduzioni), e in onda nel format Sky-Arts. Stesso discorso varrà per il video Al passo con il tempo (1974, Produzione Ciné Groupe Zurigo per incarico del segretariato generale delle FFS) e il servizio dal Cinegiornale FS n. 12 (1956, Produzione Ferrovie dello Stato italiane), che riguardano la stazione internazionale di Chiasso.