I Templari contro Filippo IV e gli arresti del 1307

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I cavalieri templari appartengono a una tra le più antiche stirpi di cavalieri medioevali cristiani. Questi nacquero in seguito alla prima crociata, iniziata nel 1096, quando i conflitti tra cristiani e islamici erano oramai divenuti insostenibili.

Inizialmente il compito dei templari era quello di difendere i luoghi di culto sacri, minacciati da eretici assalitori, e i pellegrini che vi si recavano in preghiera. Nel 1129 l’Ordine dei Templari vide la sua ufficializzazione.

Con il tempo, i templari videro formarsi il loro nemico più feroce: il Re di Francia Filippo IV, detto il Bello. Secondo alcune fonti, Filippo cercò per molto tempo un pretesto per andare contro i templari e questo fu trovato nella figura di un ex componente dell’ordine, tale Esquieu di Floyran.

L’uomo aveva confessato al Re, nel 1305, una serie di riti ritenuti fortemente osceni che i candidati dovevano eseguire prima di poter diventare templari: il Re informò così il Papa Clemente V.

L’inchiesta contro i templari iniziò il 24 agosto 1307.                                          

Proprio il 13 ottobre del 1307 iniziarono i primi arresti di massa. Quello stesso giorno, gli uomini del Re entrarono presso la sede dell’Ordine del Tempio a Parigi, dove risiedeva Maestro dell’Ordine, Jacques de Molay: furono catturati 138 templari.

Contro i templari vennero formulate le accuse di idolatria, di sodomia, di negare la fede cristiana e di lodare il Diavolo.

Queste vicende videro la fine solo nel 1312 grazie alla bolla papale Vox in excelso, promossa da Clemente V, il quale non voleva rompere definitivamente con la corona francese: l’ordine venne sospeso ma non condannato.

Studi successivi hanno dimostrato che, nonostante la figura dei Cavalieri templari rimanga avvolta nel mistero e nella controversia, le accuse che vennero mosse contro di loro erano state manipolate anche attraverso false confessioni ottenute tramite varie torture da parte dell’Inquisizione francese e in particolare dalla figura di Guillaume de Nogaret, guardasigilli del Re.

Distruggere l’Ordine sarebbe infatti convenuto a Filippo: in questo modo egli avrebbe preso possesso degli averi precedentemente posseduti dai cavalieri e non avrebbe più dovuto pagare l’ingente somma per cui si era egli stesso indebitato con l’Ordine.

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