I social e il mito della caverna

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mito social e mito della caverna
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Ormai il mondo gira intorno ai social, noi giriamo intorno ad essi, il mondo è stato conquistato dai questi, la nostra vita gira intorno ai social.

Questi ci stanno facendo rientrare nella “caverna”, quella da cui la rivoluzione scientifica ci aveva permesso di uscire. Parlo della “caverna” trattata da Platone nella Repubblica.

Mito della caverna e mito social

Partiamo col ricordare il mito. Dobbiamo immaginare alcuni uomini chiusi in una caverna, completamente incatenati, incapaci di orientare lo sguardo indietro, dove è acceso un fuoco, ma possono vedere solo il muro che è posto davanti a loro. Dietro a questi e davanti al fuoco vi sono, su una strada, alcune persone che si muovono e parlano. Ora, gli uomini imprigionati non possono conoscere la vera esistenza degli uomini sulla strada poiché ne percepiscono solo l’ombra proiettata dal fuoco sulla parete di fronte e l’eco delle voci, scambiando il tutto per la realtà.

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Il mito e i social

Noi, in modo particolare i giovani, siamo quelle persone imprigionate. Siamo legati al mondo web, ai social. Non riusciamo a distinguere news dalle fake news. Tutto ci appare, ma cosa è realmente?

Solo un uomo non incatenato potrebbe tendere lo sguardo e vedere finalmente il fuoco, venendo così a conoscenza dell’esistenza degli uomini sopra la strada. Solo un uomo slegato dai social potrebbe tendere lo sguardo all’altre fonti di notizie, a vedere che i social sono solo delle proiezioni di ciò che è la realtà: l’evento, il fatto che avviene non potrà mai ridursi a soli 280 caratteri, a meno che non siano dei versi di poesia. Cosa accadrebbe se riuscissimo a slegarci dal mondo social? In un primo momento, secondo il mito, l’uomo liberato verrebbe abbagliato dalla luce del fuoco, la concezione delle cose sotto una nuova luce lo spiazzerebbe abituato a vedere le ombre.

Quest’uomo avrebbe il dovere di notificare, rimanendo in termini social, la scoperta ai compagni ancora incatenati. I compagni, in un primo momento, forse per disorientamento, riderebbero di lui, ma l’uomo slegato non potrà ormai tornare indietro e concepire il mondo come prima, limitandosi alla sola comprensione delle ombre. Ma forse la più grande scoperta che la persona liberata farà, però, che  la realtà sta cambiando, si sta adattando al mondo social, anche il nostro organismo.

Articolo di Marius Veronesi

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