I segreti dell’imbalsamazione scoperti a Copenaghen

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I segreti dell’imbalsamazione

I segreti dell’imbalsamazione scoperti grazie ad un papiro di 3500 anni fa, farebbero meglio comprendere i segreti delle odierne mummie.

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Gli scienziati dell’Università di Copenaghen, quindi, sostengono di aver trovato un documento, che ad oggi, risulta essere il più completo mai studiato. Di fatto, il modus operandi che si utilizzava per trattare i corpi, era tramandato oralmente. Grazie proprio a questa nuova scoperta, ci troviamo adesso un passo avanti. In un papiro medico datato 3500 anni fa permetterebbe di comprendere meglio i dettagli legati al processo di mummificazione. In un comunicato stampa dell’Università di Copenaghen, si evince quanto detto. Il testo è noto come Papyrus Louvre-Carlsberg. L’egittologa presso l’università, afferma che sia il “più antico manuale mai rinvenuto”. Le testimonianze sull’imbalsamazione risultano scarse. Poiché l’arte utilizzata per le stesse fosse sacra, veniva per lo più tramandata oralmente. Il testo descrive principalmente l’uso delle erbe, trattando di gonfiori della pelle, ma descrive determinati procedimenti della mummificazione.

Che cosa hanno scoperto?

Come ci illustra la ricercatrice, il volume sembra essere una serie di annotazioni per chi conosceva già questa tipologia di arte medica. Si è appreso, ad esempio, l’elenco di ingredienti antibatterici, che conferivano anche qualche sorta di gradevole odore, utilizzati per impregnare il lino rosso che avvolgeva il cadavere. Questo processo, di cui non si era a conoscenza, veniva ripetuto ogni quattro giorni. Le mummie ad oggi ritrovate, sembrano confermare gli scritti del papiro. Molto spesso i volti delle stesse, giungevano a noi ricoperti di stoffa e resina. L’importanza del numero quattro, è sottolineata dall’egittologa che spiega come gli imbalsamatori intervenissero sul corpo a distanza regolare appunto di quattro giorni. Il corpo, quindi, coperto dal panno e spalmato di oli aromatici, al fine di tenere lontani gli insetti. Il papiro è stato approssimativamente datato al 1450 a.c. Al momento dell’essiccazione, fondamentale fu l’uso del natron. Le attività svolte ogni quattro giorni, si concludevano dopo 68 giorni, quando, la salma, si riponeva all’interno del sarcofago. I rituali attuati nelle ultime 48 ore fungevano da atti di accompagnamento del defunto nel regno dell’Aldilà.

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