I Sans Papiers: gli invisibili nel cuore d’Europa

Le condizioni di salute dei Sans Papiers in Belgio si stanno aggravando, il governo deve correre subito ai ripari

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Sans Papiers

In Europa, vi è una popolazione invisibile nascosta dietro i migranti regolari. Una popolazione denominata come Sans Papiers composta da tutti quegli esseri umani che sono giunti nel vecchio Continente ma, ancora, non hanno un documento che certifica e tutela la loro presenza nella società.

Chi sono i Sans Papiers?

I sans papiers, i senza documenti, sono tutti quei migranti arrivati in maniera irregolare in Belgio. Pur essendo irregolari questi contribuiscono all’economia delle città in cui risiedono. Poiché sono occupati nel mercato grigio del lavoro. In questo mercato non esistono tutele lavorative, sociali e sanitarie. Infatti, i migranti irregolari vengono impiegati/sfruttati nei campi, nei ristoranti, nell’edilizia e nelle pulizie. Facendo tutti quei lavori sottopagati e non tutelati che solo un disperato può fare.

Come si ottiene un permesso di lavoro in Belgio?

Per ottenere un permesso di lavoro regolare in Belgio, i migranti, di origine non europea, dovrebbero tornare nel proprio paese d’origine e da lì mandare una richiesta per ottenere l’autorizzazione. Ma, il ritorno in patria dei migranti potrebbe essere altresì rischioso e pericoloso. Inoltre, la legge belga è molto arbitraria riguardo la regolarizzazione dei migranti. Infatti, non pone un limite temporale entro il quale si può ricevere la risposta a una richiesta di regolarizzazione. E non vi sono dei criteri di regolarizzazione oggettivi. Le autorità, quindi, possono concedere l’autorizzazione a loro discrezione.


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La questione dei Sans Papiers in Belgio

Il problema dei sans papiers in Belgio è molto sentito. Soprattutto perché i migranti irregolari che stazionano nei pressi di alcune chiese e università della capitale hanno iniziato uno sciopero della fame a maggio. Durante questo periodo hanno aderito alla protesta almeno 400 migranti. Alcuni dei quali, per sottolineare la loro disperazione, si sono cuciti le labbra per resistere allo stimolo della fame. L’obiettivo dei migranti è quello di ottenere la propria regolarizzazione e dimostrare con lo sciopero che hanno bisogno dei documenti per non vivere nell’illegalità. Attraverso questa forte forma di protesta i migranti irregolari vogliono sensibilizzare il governo e la popolazione belga a prendere delle posizioni riguardo la situazione di stallo in cui si ritrovano.

Tentativi di dialogo tra governo e Sans Papiers

In Belgio, il processo di regolarizzazione è molto difficile. L’Unione per la regolarizzazione dei Sans Papiers (USPR) aveva cercato per mesi, nel corso del 2021, di stabilire un dialogo col governo. L’interlocutore governativo è il segretario di Stato per la migrazione e l’asilo: Sammy Mahdi. Quest’ultimo ha ripetuto, per mesi, che non si sarebbe mai arrivati ad una forma di regolarizzazione collettiva. Ma, che ogni caso deve essere analizzato singolarmente. Allungando, in questo modo, i tempi per la regolarizzazione. L’USPR ha dichiarato che molti dei Sans Papiers vivono in Belgio da anni se non da decenni. Ed hanno già tentato tutte le procedure per regolarizzarsi. Il dialogo col governo è stato quindi, ancora una volta, senza successo. Per questo, il movimento ha intrapreso una forma di protesta più radicale: lo sciopero della fame, iniziato il 23 maggio.


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La posizione del governo

Sammy Mahdi ha dichiarato, ad Associated Press il 30 giugno, di non voler cedere allo sciopero perché: “Dicono che ci sono 150.000 persone che vivono qui illegalmente, e le 200 persone che decidono di smettere di mangiare dovrebbero essere regolarizzate individualmente? Quale sarebbe il risultato? Una settimana dopo hai 200, 2.000, 20.000 persone che farebbero esattamente lo stesso”. Inoltre, il partito delle Fiandre di cui fa parte Madhi sta perdendo voti a favore dei nazionalisti della Nuova Alleanza Fiamminga. Perciò, Madhi, figlio di un rifugiato iracheno, deve essere risoluto sulla questione migranti e non cedere voti agli avversari. Anche se il governo non vuole che le persone irregolari muoiono sul proprio suolo e per questo offre il sostegno sanitario nelle zone in cui la protesta è in corso.

Zona Neutra

Inoltre, Sammy Mahdi ha istituito, il 15 luglio, una zona neutra accanto alla chiesa di Béguinage dove le persone potranno chiedere e spiegare i motivi secondo i quali possono essere beneficiari della cittadinanza. Ma, più che una mossa di apertura verso le persone che scioperano è una mossa volta a riconquistare il consenso della società civile indignata dalla immobilità del governo. Infatti, si stanno moltiplicando in Belgio i raduni per sostenere i Sans Papiers. Sempre, il 15 luglio, oltre cento personalità belghe e straniere hanno esortato il governo ad accettare le richieste dei scioperanti. Ed anche 90 eurodeputati hanno scritto al governo belga per trovare una soluzione alla crisi in corso. Mentre all’interno della coalizione governativa, i partner francofoni socialisti e verdi hanno chiesto un approccio più flessibile che potrebbe dare agli scioperanti una migliore possibilità di ottenere i documenti necessari.

https://twitter.com/USPR2021/status/1416043470834356226

Situazione in peggioramento

Negli ultimi giorni, alcuni degli scioperanti, rifugiati nella chiesa di Beguinage nel centro di Bruxelles e nel campus della VUB a Ixelles, hanno iniziato a rifiutare anche l’acqua. Come riferisce l’organizzazione di sostegno USPR. Inoltre, come riportato oggi dal Bruxelles Times, l’Organizzazione Medici del mondo, che sta monitorando gli scioperanti della fame, ha avvertito che le condizioni di salute degli attivisti si stanno rapidamente deteriorando. Oltre a ciò, ci sono stati diversi tentativi di suicidio negli ultimi giorni, mentre altri soffrono di insufficienza renale. I migranti sono tenaci ed hanno ripetuto più volte che si rifiutano di arrendersi prima di trovare una soluzione comune per tutti i membri del gruppo. Anche se, i colloqui tra il governo e i migranti sono progrediti leggermente la scorsa settimana, la situazione sembra ancora lontana dall’essere risolta. Il governo belga deve mostrare un po’ di umanità e lavorare con i sindacati e i datori di lavoro sulle soluzioni pratiche proposte per porre fine a questo sciopero prima che qualcuno muoia.